Approdati sull’isola di Vanua Levu – Fiji


Terraaaaa! La vista dell’isola ci ha reso tutti felici come bimbi, la voglia di sgranchirsi le gambe e fare una passeggiata nel piccolo paesino di Savu Savu è irrefrenabile… Maaa, non si può scendere prima di aver sbrigato tutte le pratiche burocratiche doganali. All’ingresso della baia il capitano ha annunciato il nostro arrivo via radio alla capitaneria di porto, dopo circa una mezz’ora sono saliti a bordo i primi controlli, due ufficiali sanitari del reparto quarantena per verificare non vi fossero malati tra l’equipaggio, poi sono arrivati quelli dell’immigrazione per controllare  i passaporti, come e quando lasceremo il paese… Poi è la volta dell’ispettore alimentare per controllare la cambusa… Finalmente il lasciapassare e via di corsa sulla terra ferma!! Sigh, si è fatto tardi ed è tutto chiuso. La Marina è piccolissima e comunque nessuno di noi ha voglia di cenare al ristorante per “ricchi” naviganti. Riusciamo a trovare un ristorantino simil indiano aperto. Anche se siamo gli unici clienti se la prendono con moooolta calma, ma alla fine arrivano delle ottime portate. Ah no, non siamo soli, c’è anche una coppia di… italiani. Ma chi l’avrebbe detto, in un posto così sperduto, siamo proprio ovunque! 😉 Alessia e Simone tra l’altro ci avevano già visti a Tonga, li invitiamo a bordo per visitare Infinity e ci perdiamo in chiacchiere davanti a qualche bicchiere di vino … peccato abbiano finito quello che si sono portati dalla loro terra: le Langhe!

La mattina seguente ci rifacciamo, visitando il mercato. Banchi che strabordano di mango, il prezzo dice 1 Fijian dollar (40 centesimi), porgo  alla signora due dollari e gli indico i due che vorrei acquistare, ma lei riempie una busta enorme, costano 40 cent al kilo, mica l’uno!

Nella via principale da un lato il mare e le palme, dall’altro tantissimi negozi che vendono  un po’ di tutto dai vestiti, alle medicine, molti minimarket e negozi di elettronica, un grande parcheggio ospita i bus in partenza per il resto dell’isola ed una grande tettoia dove si radunando a chiacchierare in attesa del bus. Tutto mi ricorda sia l’Indonesia che alcune isole caraibiche ma non avevo idea di come fossero gli abitanti delle Fiji, l’etnia è in parte di origine indiana coi capelli nerissimi e lisci, in parte più diciamo africana, molte donne sono robuste e portano i capelli ricci e gonfi stile Diana Ross negli anni ’70, ma con l’aggiunta di un fiore di frangipane sul lato. 💮

Gli uomini… Posso dirlo?! Sono mingherlini e piuttosto bruttini… E vabbè, l’ho detto!  🐸

PS Bula! Significa Ciao!

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Take me to church 🎶

Domenica tutti a messa. Non è che ho sentito la chiamata, è che ci hanno detto che la cerimonia è quasi totalmente cantata, quindi siamo andati a dare un’occhiata.

La popolazione di Tonga è principalmente di religione cattolica e partecipa attivamente al rito domenicale.

La piccola chiesetta dell’isola di Vava’u, una semplice costruzione totalmente bianca ma dipinta come se ci fossero dei bassorilievi, ospita i coloriti abitanti locali vestiti a festa.

Come potete vedere dalle foto gli uomini indossano un sarong (pareo) in tinta unita, una camicia (di solito a fantasia) ed una specie di stuoia intorno alla vita, tenuta stretta da una fascia sempre in paglia. Le donne invece indossano variopinti abiti longuette a mezza manica, stretta in vita una curiosa cintura di paglia o foglie intrecciate da cui pendono delle decorazioni a forma floreale, sempre dello stesso materiale.

La messa viene celebrata in lingua locale con alcune parti in lingua inglese, ed interpretando i passaggi e letture ho capito che è esattamente come la nostra. Nei canti devo ammettere che sono preparatissimi ed estremamente intonati con tanto di direttore del coro.

Mi sono precipitata sulla scalinata esterna per immortalare gli abiti al momento dell’uscita.

Victorian Sydney

E’ la mia quarta volta a Sydney, ed ogni volta mi piace sempre di più, la trovo assolutamente meravigliosa.

Una cittá molto pulita ed estremamente verde, alcune strade hanno una vegetazione così fitta da sembrare sorte nella giungla. In questa stagione (primavera) il pitosforo è in fiore, il suo profumo lo si sente ovunque, soprattutto nei tanti parchi cittadini, una nota di riguardo per il giardino botanico reale, una tra le cose da non perdere quando ai passa da qui!

Ma la cosa che preferisco di Sydney, sono le caratteristiche case vittoriane di fine 1800 – primi ‘900, e le costruzioni a mattoncini rossi, che come potete vedere non riuscivo a smettere di fotografare.

La passeggiata che ho fatto si è svolta in loop tra il parco di Rushcutter, giù per Boundary Street fino ad Oxford Street e su di nuovo per Victoria Street fino a Potts Point, dove ho alloggiato allo Zing Hostel, che si trova proprio in una di queste casette vittoriane.

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Sydney is really awesome, it’s my fourth time here, and every time I love it a little bit more.

It’s a very clean city, lots of green everywhere,  some streets looks like tropical jungles with  huge palms and in this season (spring) the butterbush is blooming, you can smell its fragrance all around the town and in its several parks, a special note for the marvellous royal botanic garden, definitely a must see!

The think I like most are the cute Victorian villas and the red brick buildings from late 1800… I cannot stop talking pictures, as you can see.

My walk starter in Rushcutter Bay Park, down in Boundary Street till Oxford Street and up along Victoria Street to reach Potts Point, where I found accomodation at Zing Hostel, right in one of those fabulous Victoria house.

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Brisbane style

Bundaberg 10.00 am.  I get on the bus to Brisbane, few minutes later a blond guy tells me in Italian: “I saw your Sailing Into Freedom videos on the web, let me sit next to you in order to chat about our travel adventures.” Well, this is the price of notoriety. Ha ha … 7 hours of travel are flown between a story and another. He too is a veteran of several seafaring experiences including ocean crossings and sailing in the most remote and fascinating Pacific islands. It’s always a pleasure to deal with people with the same spirit and desire to discover, travelers eager for new lands and free from all forms of prejudice.

Once in Brisbane I enjoy the sunset from the terrace of my hostel located on the hill, I offer a couple of beers to a Canadian boy  with no money left after some mishap, he was quite frustrated and told me he had to anticipate his return to Montreal and had to spend the night on the airport chairs. Obviously during these long trips you can step into some unpleasant episodes but as happened to me in Santo Domingo, when you are sad and forlorn then you magically meet some nice people who help you trust in humanity and in destiny. The famous karma. It’s up to me.

I have a whole day to wander around the city. As usual, I walk random and ramble aimlessly getting lost in the streets, sometimes looking up to admire the architecture that surrounds me. The city is located about 23 km from the coastline, crossed by the namesake river … and I can confirm what had been stated by “The Economist”, which is one of the most livable cities in the world. On the banks of the river different types of homes, from the Victorian ones (the city was built around 1820) to the modern ones build in glass and wood, led by brand new skyscrapers which form the sky-line. A wooden walkway for pedestrians and bicycles leads me along the river, I love the predominant eco-minimalist style in the restyling of the old port facilities. I curiosly take a look on a futuristic design pier and I find out there is a free ferry that sails in loop along the river, I promptly take this opportunity to see the city from another point of view. It’s called CityHopper and you will find all the details at this link.

From the ferry, I saw a large green area, South Bank, I quickly get off and I’ve been pleasantly surprised by the several opportunities of this corner of the city: bars, shops and multi ethnic restaurants, free public swimming pools shaped as natural lagoons hidden among walkways, sand and botanical trails, beyond the river the business city; the contrast is strong but delightful. I walk under a canopy made of metal arches and blooming bougainvillea to reach the Gallery of Modern Art (GOMA) and the State Library where I stop to recharge my phone and get advantage of free wi-fi connection, vintage sofas and building architecture are really amazing, the saloon is packed with tourists, all busy in surfing the internet in silence, broken only from fingers tapping on computer keyboards. I relax and sip my chai latte … I feel satisfied from my Brisbanite day.

Bye By Australia

Stefi

Ore 10,00 salgo sul bus che da Bundaberg mi porterà a Brisbane. Dopo pochi minuti sale un biondino che mi dice in italiano: “Ti ho vista in internet nei video di Sailing Into Freedom, mi siedo qua affianco a te così chiacchieriamo un po’ delle nostre reciproche avventure di viaggio.” Ecco questo è il prezzo della notorietà. Ah ah… Le 7 ore di viaggio sono volate tra un racconto e l’altro. Anche lui è reduce da diverse esperienze marinare tra cui traversate oceaniche e veleggiate nelle più remote ed affascinanti isole del pacifico. E’ sempre un piacere confrontarsi con persone con lo stesso spirito e voglia di scoperta, viaggiatori avidi di nuove terre e liberi da ogni forma di pregiudizio.

Giunta a Brisbane mi godo il tramonto dalla terrazza dell’ostello posizionato sulla collina ed offro un paio di birre ad un ragazzo canadese rimasto senza soldi in seguito a qualche disavventura, è piuttosto frustrato e mi racconta di aver dovuto anticipare il suo rientro a Montreal e che quella notte andrà a dormire sulle sedie dell’aeroporto. Durante questi lunghi viaggi ovviamente possono capitare alcuni episodi spiacevoli, ma come era successo a me a Santo Domingo, quando si è ormai tristi e sconsolati magicamente s’incontrano delle belle persone che aiutano a dimenticare ad avere ancora fiducia nell’uomo .. e nel destino. Il famoso karma.

Mi resta tutta una giornata per girovagare per la città. Come mio solito esco e cammino a caso, vago senza meta perdendomi tra le vie a volte col naso all’insù per guardare l’architettura che mi circonda. La città sorge a circa 23 km dalla costa, attraversata dall’omonimo fiume.. e posso confermare ciò che era stato dichiarato dalla rivista “The Economist”, ovvero che è una tra le città più vivibili al mondo. Sulle rive del fiume si affacciano diverse tipologie di case, da quelle vittoriane (la città è sorta intorno al 1820) a quelle in vetro e legno, capeggiate da nuovissimi grattacieli che ne delineano la sky-line. Una passerella in legno rende piacevole la passeggiata sia ai pedoni che alle biciclette, lo stile eco-minimal è predominante in tutto il restyling effettuato nelle vecchie strutture portuali. Mi affaccio curiosa su un molo dal design futuristico e scopro che sta per passare un traghetto gratuito che naviga in loop lungo il fiume, ne approfitto per ammirare la città da un altro punto di vista. Si chiama CityHopper e a questo link trovate tutte le info.

Dal traghetto scorgo una grande area verde, South Bank, scendo e rimango piacevolmente sorpresa da tutto ciò che offre quest angolo di città: bar, negozi e ristoranti multi etnici, piscine pubbliche gratuite a forma di lagune naturali si intrecciano su e già tra passerelle, sabbia e percorsi botanici, il tutto fronteggiato al di là del fiume dalla business city, il contrasto è forte ma piacevole. Cammino sotto una tettoia fatta di archi metallici e fiorite bouganville, dopo una breve camminata raggiungo la Gallery of Modern Art (GOMA) e la State Library dove mi fermo a ricaricare il telefono e ad usufruire della connessione wi-fi, i divanetti vintage e lo stile dell’edificio sono veramente interessanti, il salone è pieno zeppo di turisti e non, intenti a navigare in internet nel silenzio rotto soltatno dal picchiettare delle dita sulle tastiere dei computer. Mi rilasso e sorseggio il mio chai latte… mi sento appagata dalla mia giornata Brisbanita.

Bye bye Australia

Stefi

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Gallery

Couchsurfing & Lovely People

 

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After latest happening I need to share all the wonderful couchsurging experiences I made and the positive people met during my path.

For those who doesn’t know Couchsurfing, is a web site where people give and receive short term accommodation in change of… Nothing!
Strange but true, people share interests, tips and knowledge in travel or just information about their home town, helping travelers to better enjoy their stay  and giving a personal vision of the sites visited. Each person has got a very detailed profile, with pictures, hobbies, life style, visited countries and each time you host or are hosted receive a review. You can search for hosts in the place you intend to visit or simply upload your travel itinerary with dates and short presentation and you’ll receive hospitality offers. It’s easier to do it rather then explain it..

To better understand I will tell you my personal experiences:

– Brasile – Salvador de Bahia, Rafael. I stayed couple of nights. Have been to a soul concert and the day after  on the famous Barra beach. While he was working I visit the historical town and for dinner cooked an italian pasta he promptly add with salads.. I’m still shocked!! LOL

– Martinique – Fort de France, Anaïs, Gabriel & roommates. Just one night, we went for a drink in a wonderful club on the shore and discovered the French community living in Caribbean islands.

– California – San Diego, Randy. I stayed 5 days because I couldn’t resist to sailboat fascinating experience and tasty cooking ability of this gentle Canadian man. We have been chilling around San Diego and La Jolla. I hope one day I’ll show him beautiful Sardinia’s coastline.

– Hawaii – Honolulu, Jon. I just had one afternoon and night. After a long walk on Waikiki’s beach, I tasted a glass of ref Californian wine, admiring the city skyline from the terrace of the 32st floor apartment of this gentle Texan guy, who ate almost 200 gr spaghetti made with my  tuna fish and olive sauce. I appreciated he like it. A special thanks for being a real old style gentleman and drop me to the airport at 6am. Thanks Jon!

Well, have I been particularly lucky or is the world full of all wonderful and gentle persons. Give me your opinion,if you ever experienced couchsurfing.

Even if they will never read this, I wanna thanks the following persons who I only ask some info, and seeing me in troubles (for some bad adventures, credit card fraud, broken phone) they offer me their help:

– Flora & Co.  Lagoon Hostel in Cabarete Rep. Dominicana hosting me after a difficult moment
– Jonathan and another girl in Martinique who gave me a ride seeing my heavy backpack
–  Guatemalan woman in Los Angeles helping me to reach the airport by bus avoiding many subways changing  and paying me bus ticket since I had no exact change
–  gentle Hawaiian woman borrowing me her phone and escorting me till Jon’s house in Honolulu
–  Honolulu airport check in employee, who used her personal credit card since they didn’t accepted cash for luggage payment (of course I gave her a tip)
– steward on 10 hours Sydney’s flight from which I am writing, where  food and v
Beverage are just on purchase only with credit card. He brought me a staff lynch, water, cake and hot tea. So lovely!

I was thinking that for all my life I did volunteering for poor people canteen or dog kennels, or simply trying to help others, being always gentle and available. And probably now all this “good actions” are coming back.. ’cause I am meeting so many wonderful and awesome individuals who enchanted me and give me joy.

A warm thanks from the deep of my heard!

Stefi ⭐

——

Dopo gli ultimi accadimenti non posso non condividere tutte le esperienze positive fatte col couchurfing e le belle persone incontrate durante il mio cammino.

Per chi non lo sapesse il Couchsurfing, che tradotto letteralmente significa “surfare i divani” é una piattaforma di scambio ospitalità per brevi periodi in cambio di … nulla!! Le persone che offrono un posto letto vogliono solamente condividere esperienze di viaggio, chiacchiere e mostrare al meglio la loro città ai viaggiatori. Ognuno ha un profilo con una dettagliatissima descrizione di se stessi, dei paesi visitati, delle proprie passioni e visioni della vita, si può sia ospitare che essere ospitati, si possono caricare foto e si ricevono recensioni ogni volta terminato il soggiorno. Non c’è scopo di lucro. Il sito è di facile comprensione, si possano cercare, selezionare e contattare Host nel luogo in cui volete recarvi oppure pubblicare un itinerario di viaggio corredato di date e breve presentazione, che verrà ricevuto e visionato dai residenti del posto indicato e quindi in caso di interesse e disponibilità riceverete gli inviti… É più semplice farlo che spiegarlo a parole 😉

Ma ora per farvi capire meglio vi racconto  le mie fantastiche esperienze:

– Brasile – Salvador de Bahia, Rafael mi ha ospitata 2 notti. Siamo stati ad un concerto soul ed il giorno dopo in spiaggia nella famosa Barra. Mentre lui lavorava io ho fatto un giro nel centro storico, e per cena gli ho preparato una pasta italiana che lui ha mischiato con l’insalata.. Sono ancora sotto shock!! Tante risate 😊

– Martinique – Fort de France, Anaïs, Gabriel e coinquilini. Ero di passaggio e mi son fermata solo una notte, la sera siamo usciti tutti insieme a bere un drink in un bellissimo locale sul mare… Tante chiacchiere e la scoperta della grande comunità francese che vive ai Caraibi.

– California – San Diego, Randy. Qui mi son fermata ben 5 giorni perché non ho potuto resistere al soggiorno in barca a vela e alla cucina di quest uomo canadese, gentile come mai. Abbiamo fatto i turisti girovagando per San Diego e La Jolla. Un giorno spero di contraccambiare navigando per le coste della Sardegna.

– Hawaii – Honolulu, Jon. Anche qui purtroppo ero di passaggio e ho avuto solo un pomeriggio ed una sera. Dopo una bella passeggiata sulla spiaggia di Waikiki, ho degustato un vino rosso californiano ammirando lo skyline cittadino dal terrazzo al 31° piano dell’appartamento di questo cortese ragazzone texano, che ha spazzolato un paio d’etti di spaghetti col tonno ed olive.. Il mio piatto forte dagli ingredienti velocemente recuperabili in qualsiasi market. Una nota di riguardo per avermi accompagnata all’aeroporto alle 6 del mattino. Galanteria d’altri tempi.

Quindi, non so se sono stata particolarmente fortunata io o se il mondo è pieno di persone positive e disposte ad aiutare solo per il piacere di dare… Datemi un vostro riscontro se avete sperimentato anche voi il couchsurfing.
Anche se non lo leggeranno mai, voglio citare e ringraziare le seguenti persone a cui avevo semplicemente chiesto informazioni, che vedendomi in difficoltà a seguito disavventure e di alcuni contrattempi (Carta di credito clonata e telefono cellulare che non funziona più) mi hanno offerto il loro aiuto:
– Flora & Co. del Laguna Hostel a Cabarete Rep. Dominicana che mi hanno offerto ospitalità in un momento difficile
– Jonathan e altra ragazza della Martinica che mi han dato un passaggio in auto notando il mio zaino pesante
– la signora del Guatemala che a Los Angeles mi ha aiutata a raggiungere l’aeroporto in autobus evitandomi mille cambi di metro e pagandomi il biglietto col suo abbonamento perché serviva il cambio esatto in monetine.. Ed io avevo una banconota da 20 dollari
– signora hawaiana che mi ha prestato il suo telefono e scortata fino all’appartamento di Jon ad Honolulu
– l’impiegata del check in all’aeroporto di Honolulu, che visto che non accettavano contanti per pagare il bagaglio, ha usato  la sua carta di credito personale (ovviamente le ho dato il cash ed una piccola mancia per la gentilezza)
– steward sul volo di 10 ore per Sydney da cui sto scrivendo. Cibo e bevande sono a pagamento, ed anche qui accettano solo carte di credito. Mi ha portato un vassoio col pranzo dello staff, acqua ed una tazza di te caldo. Un tesoro!

Riflessione: Per quasi tutta la vita ho fatto volontariato, alle mense per i poveri e nei canili, o semplicemente dandomi da fare per aiutare il prossimo a prescindere dalle istituzioni.. un esempio stupido: Al termine di alcune riunioni in ufficio a Milano avanzavano panini, anziché gettare tutto in un cestino in pochi secondi ed andare diretta a casa mi allungavo in stazione centrale e li distribuivo ai mendicanti.
Forse ora questo “bene” mi sta tornando indietro, perché ultimamente mi stanno capitando tante cose belle, che mi lasciano incantata e colma di gioia.

Grazie a tutti di cuore!!

Stefi

✳ CALIFORNICATION ✳

 

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Sono arrivata per la prima volta negli Stati Uniti a 20 anni, anche allora da sola. Iniziai la mia prima esperienza lavorativa a Disney World Orlando, Florida, fu molto importante e mi diede le basi e le conoscenze per poter svolgere il mio lavoro con professionalità, efficienza e disponibilità. Successivamente ritornai diverse volte in vacanza, visitando anche stati inesplorati dai turisti come il Nebraska ed il Texas e tutti i parchi naturali da Yellowstone al Grand Canyon. Ma l’ultima volta che venni in California fu nel 1991. Sinceramente, a parte qualche grattacielo in più nel centro di Los Angeles, non mi sembra cambiata molto. Anche allora non rimasi positivamente colpita da L.A. perché è una città troppo dispersiva, attraversata da centinaia di sopraelevate, ed é quasi impossibile girarla a piedi.. Io ovviamente ci ho provato, dal mio alloggio in zona sud Hollywood, al Teatro Cinese sull’ Hollywood Boulevard ci ho messo un’ora e mezza, eppure essendo milanese cammino spedita 😉
L’aspetto triste é la grande quantità di senza tetto che ho incontrato, soprattutto lungo la famosa via delle Stars, ogni tre stelle c’è un mendicante: bianco, nero, giovane, vecchio, uomo o donna. La crisi é palpabile e l’abisso tra le lussuose ville di Beverly Hills e i cestini rovistati per recuperare una lattina da rivendere per pochi centesimi, é molto profondo.
A San Diego ne ho visti meno, anzi a dir la verità non son sicura fossero barboni…  abbronzati e coi capelli lunghi e biondi potrebbero anche esser surfisti! Battute a parte San Diego secondo me é una città a misura d’uomo, la marina, la zona degli uffici, un bel centro storico (ovvero palazzine di 80 anni fa) e una favolosa baia. Con l’auto a noleggio mi sono avventurata lungo la costa da San Diego a Los Angeles, fermandomi a Mission Beach, La Jolla, Oceanside e San Clemente. La strada sale e scende sulle colline che costeggiano l’oceano, piccole viette si inerpicano tra le scogliere su cui si affacciano stupende case di tutte le fogge, le mie preferite sono minimal, cubiche, in legno e vetro.
Mi piace guidare da sola ed avverto un senso di libertà, la radio passa i Green Day, finalmente qualcosa di mio gusto dopo mesi di musica latina (che odio), mi sento veramente a mio agio, osservo il tramonto e sogno .. Anzi no, respiro la California.

Stefi ⭐

PS Ringrazio Randy e Scott per avermi ospitata rispettivamente a San Diego ed a Los Angeles

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I came to the United States when I was 20 yrs old, and also that time I was travelling solo. I did my first job experience in Disney World Orlando, Florida and it has been very relevant, giving me knowledge about managing my jobs with professionalism, efficiency and kindness. During the following years I came on holiday several times, visiting also some unusual states like Nebraska and Texas, and the most famous national parks from Yellowstone to Grand Canyon, but last time in California was in 1991. Since then I don’t see many changements, beside some new skyscrapers in downtown L.A.  I still don’t like this town because is too much wide, crossed by so many highways, and difficult to be seen by foot, but I obviously tried, and it took me one and a half hour from my place in south Hollywood, to Hollywood boulevard, and I walk fast! Well, the most sad thing I noticed during my path is the large presence of homeless, especially along the ‘Stars’ boulevard, the gap between Beverly Hills luxury villas and people searching for a can in the garbage bins is really deep. I haven’t seen so many homeless in San Diego, or well, since they are taned and with long blond hair they could be surfers 😉
Jokes apart, I consider San Diego a very nice city to live in, with its marina, the wonderful bay and the historical center. Once I rent a car, I start travelling north along the coastline, stopping in Mission Beach, La Jolla, Oceanside and San Clemente, up and down the hills with spectacular villas facing the ocean, my favorite style is minimal, cubic in wood and glass.

I love driving on my own, I feel free. Hopefully the radio plays Green Day after months of Latin music that I hate, I watch the sunset and dream… no, breath California.

Stefi ⭐

PS: Thanks to Randy and Scott for kindly hosting me in San Diego and Los Angeles.
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Kaï Papaï / La casa delle Papaie

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I am doing my Caribbean workaway experience in Kaï Papaï, a bed & breakfast located in the south west side of the Island of St. Lucia. This huge villa, close to the sea and surrounded by a luxurious vegetation and several fruits trees (mangos, papaia, coconuts, bread fruits, cashew nuts) is hosted by a parisian woman who lives here with her children since few years. Sylvie is trying to propose to her guests something that involves also local people, activities like quadrille dance, art crafts and cuisine, barting knowledge/skills/stories with strangers, in exchange of gifts or donations.
In those pictures you can see how Mister Robie produce flour from the cassava tree roots. He first grated it, then mash it to release the serum and then cooked, after this treatment can be stored for many time.
This is only one of the several things you can experience to get in touch with the real Caribbean reality and not the one shown by tour operator…

Stefi ⭐

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La mia esperienza workaway caraibica si svolge presso il Kaï Papaï, un Bed & Breakfast a pochi passi dal mare, nella zona sud ovest dell’isola di St Lucia. La proprietaria di questa grande villa immersa nel verde, circondata da alberi da frutta (mango, papaia, anacardi, cocco, avocado…) é una donna parigina poliglotta che vive qui coi due figli da diversi anni. Sylvie sta cercando di proporre ai turisti qualcosa di diverso dal solito e che coinvolga anche la popolazione locale, tipo incontri di danza (quadriglia), d’artigianato o di cucina, barattando con gli stranieri conoscenze/competenze/storie, in cambio di regali o donazioni.
In queste foto potete vedere come Mister Robie  produce la farina dalle radici di manioca che gli abbiamo portato. Prima viene grattugiata, messa in sacchi di tela e schiacciata per fare uscire il siero, poi cotta, dopodiché si può conservare per diverso tempo.
E questa é solo una delle tante esperienze che si possono fare per entrare in contatto con la vera realtà caraibica e non con ciò che fan vedere i cataloghi dei tour operator…

Stefi ⭐

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A spasso per Salvador de Bahia

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Dopo il lungo viaggio approdo al terminal dei bus di Salvador verso le ore 16. Nel mio maccaronico portoghese chiedo info per andare verso il quartiere Barra, sul mare, dove mi aspetta la mia prima esperienza di Couchsurfing. Con 16 kg di zaino sulle spalle e sotto un sole cocente percorro una lunga e malconcia passerella che sovrasta un’immensa rotatoria, in cui sfrecciano tantissimi mezzi. Dopo esser stata rimbalzata fra varie fermate, attendo il mio autobus che dovrebbe essere diretto, ma tra indicazioni vaghe e lunga attesa salgo praticamente su uno a caso, passata mezz’ora grazie ai consigli di una gentile passeggera, scendo e ne prendo un altro. Lo sottolineo perché la cosa più complessa é passare, con lo zaino e la borsa a tracolla, attraverso il tornello strettissimo che sta davanti al bigliettaio proprio sull’autobus pieno di gente. Non è che non prendo il taxi per risparmiare, ma perché é una soddisfazione cavarmela senza “aiutini”, ovviamente se é giorno e se so che c’è la possibilità di raggiungere la mia destinazione anche con i mezzi pubblici. L’appartamento in cui devo andare sta in cima ad una ripidissima salita, grondante e ad un passo dallo svenimento citofono a Raphael, l’host è un giovane e gentilissimo giornalista multilingue. La sera ci godiamo un bel concerto blues in una birreria del quartiere Rio Vermelho, il giorno seguente invece girovago sola tra le vie del centro storico, chiamato Pelourinho. Evitando i negozi per turisti, mi perdo per le viette secondarie e mi mescolo tra la gente che affolla i marciapiedi. Passeggio disinvolta cercando di sembrare una brasiliana, convinta che bastino capelli ricci, minigonna ed infradito!?! Borsettina a tracolla e telefono o macchina fotografica poco in vista scoraggiano eventuali borseggiatori… Che sinceramente esistono in tutto il mondo!
Anche al calar del sole mi sento sicura e proseguo imperterrita il mio girovagare a caso, certa del mio senso di orientamento non perdo la bussola ed approdo a casa.
Il secondo giorno lo dedico al mare, o meglio ai tuffi dal piccolo molo che si trova tra il forte di Sao Diogo e quello di Santa Maria, non sarò all’altezza delle acrobazie dei ragazzini delle foto, ma mi son comunque divertita!

Per completare la descrizione di ciò che ho visto di Salvador de Bahia, alle belle spiagge e alle vecchie e colorate case del centro storico dovete aggiungere centinaia di altissimi palazzi (alcuni belli e nuovi, altri la classica colata di cemento anni 70), molti centri commerciali, grandi resort composti da lussuosi grattacieli con guardie all’ingresso e le migliaia di favelas che sorgono arroccate sulle colline..
Spero che le foto rendano l’idea di questa ambigua città che mi ha lasciato positivamente sbalordita.

Stefi ⭐

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Buzios by Night

So che sarò la delusione dei nottambuli, ma ahimè non sono la regina della mondanità. O forse lo sarei stata nel 1964, quando Buzios, da vecchio borgo di pescatori, é diventata la St. Tropez del Brasile, portata alla ribalta da Brigitte Bardot che venne qui con il fidanzato, il musicista brasiliano Bob Zagury.
Mi immagino passeggiare con un paio di pantaloni capri a quadrettini ed il sound di    “The girl from Ipanema”
Ah.. I favolosi anni ’60! Da allora, ogni anno aprono nuovi locali affacciati sia sulla centrale Rua das Pedras che sul lungo mare, dove é possibile degustare un drink osservando il tramonto oppure assaporare piatti tipici.
Dopo la mezzanotte la scelta é tra fare la coda per andare a ballare al Prestige oppure al Pacha, del quale mi sono limitata a fotografarne l’ingresso.. Perché come una Cenerentola del nuovo millennio, la mia carrozza mi ha riportata all’ostello prima di perdere la scarpetta, anzi no la ciabattina. 😉

Stefi ⭐

 

I know I will disappoint nighthawks, but I am  not a fashionable nights queen.  I’d rather be it in 1964, when little fisherman town Buzios, became the Brazilian St Tropez, thanks to Brigitte Bardot, who came here with her boyfriend, the Brazilian musician Bob Zagury.
I imagine myself  on the walkaway with a pair of “Capri” pants with the soundtrack of  The girl from Ipanema”
Ah, the fabulous ’60!
Since then, lots of new pubs opened on the main street Rua da Pedras and along the coastline, where you can taste a drink watching sunset, or savor a local meal.
After midnight the choice for dancing is waiting in line for Prestige or for Pacha disco club. I made a picture for you, just of the entrance,  I am a new millenium Cinderella and my carriage drove me back home before losing the shoe, sorry.. The flip-flop 😉

Stefi ⭐

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Stefi, l’eremita. A nature lover.

Anche in Brasile siamo reduci da un lungo week end, il 21 aprile si commemora la morte di Joaquim Jose da Silva Xavier, conosciuto come Tiradentes, un dentista che alla fine del 1700 guidò il movimento di liberazione dalla colonizzazione portoghese, e per questo nel 1792 fu impiccato.
Approfittando di questi giorni di festa nazionale, migliaia di cittadini si sono riversati sulle coste. Per sfuggire all’orda umana che ha preso d’assalto la nostra spiaggia di Geribá, mi sono incamminata in solitaria verso praia de Tucuns.
7 km andata e ritorno, scavallando un promontorio ed eccomi arrivata.
Per godere appieno del panorama mi arrampico su una grande roccia.
Dopo aver tentato di farmi qualche autoscatto (i selfies una volta si chiamavano così), stando attenta a non far rotolare in mare la macchina fotografica, mi siedo e chiudo gli occhi per immagazzinare sole e vento. Li riapro e mi appare un bronzo di Riace, ok solo un bronzo, e ne approfitto per immortalarlo, certa di far cosa gradita a chi apprezza anche la natura “umana”.
Stefi ⭐

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A long weekend is over, April 21st is a public holiday in Brazil. The day is celebrated to commemorate the death of Joaquim Jose da Silva Xavier, also known as Tiradentes (teeth puller). He was a dentist who guided the liberation movement, claiming complete independence from Portuguese rule. For this reason he was hanged to death in 1792.
Thousands of workers came to the coastline during those holiday, and to escape humans who crowded “our” beach, I walk on my own to discover praia de Tucuns.
7 km roundtrip, climbing a bluff and here I  am! To better appreciate the view I rised on a big rock where I tried to make me some selfies, avoiding rolling camera into the sea, then I set and closed my eyes storing sun and wind. Once I reopened them, a bronze statue appears to me, so I took advantage for a cool shoot.
Stefi ⭐

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