Brisbane style

Bundaberg 10.00 am.  I get on the bus to Brisbane, few minutes later a blond guy tells me in Italian: “I saw your Sailing Into Freedom videos on the web, let me sit next to you in order to chat about our travel adventures.” Well, this is the price of notoriety. Ha ha … 7 hours of travel are flown between a story and another. He too is a veteran of several seafaring experiences including ocean crossings and sailing in the most remote and fascinating Pacific islands. It’s always a pleasure to deal with people with the same spirit and desire to discover, travelers eager for new lands and free from all forms of prejudice.

Once in Brisbane I enjoy the sunset from the terrace of my hostel located on the hill, I offer a couple of beers to a Canadian boy  with no money left after some mishap, he was quite frustrated and told me he had to anticipate his return to Montreal and had to spend the night on the airport chairs. Obviously during these long trips you can step into some unpleasant episodes but as happened to me in Santo Domingo, when you are sad and forlorn then you magically meet some nice people who help you trust in humanity and in destiny. The famous karma. It’s up to me.

I have a whole day to wander around the city. As usual, I walk random and ramble aimlessly getting lost in the streets, sometimes looking up to admire the architecture that surrounds me. The city is located about 23 km from the coastline, crossed by the namesake river … and I can confirm what had been stated by “The Economist”, which is one of the most livable cities in the world. On the banks of the river different types of homes, from the Victorian ones (the city was built around 1820) to the modern ones build in glass and wood, led by brand new skyscrapers which form the sky-line. A wooden walkway for pedestrians and bicycles leads me along the river, I love the predominant eco-minimalist style in the restyling of the old port facilities. I curiosly take a look on a futuristic design pier and I find out there is a free ferry that sails in loop along the river, I promptly take this opportunity to see the city from another point of view. It’s called CityHopper and you will find all the details at this link.

From the ferry, I saw a large green area, South Bank, I quickly get off and I’ve been pleasantly surprised by the several opportunities of this corner of the city: bars, shops and multi ethnic restaurants, free public swimming pools shaped as natural lagoons hidden among walkways, sand and botanical trails, beyond the river the business city; the contrast is strong but delightful. I walk under a canopy made of metal arches and blooming bougainvillea to reach the Gallery of Modern Art (GOMA) and the State Library where I stop to recharge my phone and get advantage of free wi-fi connection, vintage sofas and building architecture are really amazing, the saloon is packed with tourists, all busy in surfing the internet in silence, broken only from fingers tapping on computer keyboards. I relax and sip my chai latte … I feel satisfied from my Brisbanite day.

Bye By Australia

Stefi

Ore 10,00 salgo sul bus che da Bundaberg mi porterà a Brisbane. Dopo pochi minuti sale un biondino che mi dice in italiano: “Ti ho vista in internet nei video di Sailing Into Freedom, mi siedo qua affianco a te così chiacchieriamo un po’ delle nostre reciproche avventure di viaggio.” Ecco questo è il prezzo della notorietà. Ah ah… Le 7 ore di viaggio sono volate tra un racconto e l’altro. Anche lui è reduce da diverse esperienze marinare tra cui traversate oceaniche e veleggiate nelle più remote ed affascinanti isole del pacifico. E’ sempre un piacere confrontarsi con persone con lo stesso spirito e voglia di scoperta, viaggiatori avidi di nuove terre e liberi da ogni forma di pregiudizio.

Giunta a Brisbane mi godo il tramonto dalla terrazza dell’ostello posizionato sulla collina ed offro un paio di birre ad un ragazzo canadese rimasto senza soldi in seguito a qualche disavventura, è piuttosto frustrato e mi racconta di aver dovuto anticipare il suo rientro a Montreal e che quella notte andrà a dormire sulle sedie dell’aeroporto. Durante questi lunghi viaggi ovviamente possono capitare alcuni episodi spiacevoli, ma come era successo a me a Santo Domingo, quando si è ormai tristi e sconsolati magicamente s’incontrano delle belle persone che aiutano a dimenticare ad avere ancora fiducia nell’uomo .. e nel destino. Il famoso karma.

Mi resta tutta una giornata per girovagare per la città. Come mio solito esco e cammino a caso, vago senza meta perdendomi tra le vie a volte col naso all’insù per guardare l’architettura che mi circonda. La città sorge a circa 23 km dalla costa, attraversata dall’omonimo fiume.. e posso confermare ciò che era stato dichiarato dalla rivista “The Economist”, ovvero che è una tra le città più vivibili al mondo. Sulle rive del fiume si affacciano diverse tipologie di case, da quelle vittoriane (la città è sorta intorno al 1820) a quelle in vetro e legno, capeggiate da nuovissimi grattacieli che ne delineano la sky-line. Una passerella in legno rende piacevole la passeggiata sia ai pedoni che alle biciclette, lo stile eco-minimal è predominante in tutto il restyling effettuato nelle vecchie strutture portuali. Mi affaccio curiosa su un molo dal design futuristico e scopro che sta per passare un traghetto gratuito che naviga in loop lungo il fiume, ne approfitto per ammirare la città da un altro punto di vista. Si chiama CityHopper e a questo link trovate tutte le info.

Dal traghetto scorgo una grande area verde, South Bank, scendo e rimango piacevolmente sorpresa da tutto ciò che offre quest angolo di città: bar, negozi e ristoranti multi etnici, piscine pubbliche gratuite a forma di lagune naturali si intrecciano su e già tra passerelle, sabbia e percorsi botanici, il tutto fronteggiato al di là del fiume dalla business city, il contrasto è forte ma piacevole. Cammino sotto una tettoia fatta di archi metallici e fiorite bouganville, dopo una breve camminata raggiungo la Gallery of Modern Art (GOMA) e la State Library dove mi fermo a ricaricare il telefono e ad usufruire della connessione wi-fi, i divanetti vintage e lo stile dell’edificio sono veramente interessanti, il salone è pieno zeppo di turisti e non, intenti a navigare in internet nel silenzio rotto soltatno dal picchiettare delle dita sulle tastiere dei computer. Mi rilasso e sorseggio il mio chai latte… mi sento appagata dalla mia giornata Brisbanita.

Bye bye Australia

Stefi

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2 thoughts on “Brisbane style

  1. Molto interessante Sei un mito Tanti baci

    Spero di rivederti presto nel senso che scappo dall’altra parte del mondo pure io

    Piero

    Like

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