Mullumbimby’s wildlife

La settimana da Jane e Felicity è passata in un batter d’occhio, è stato piacevole addormentarsi col canto delle cicale e delle raganelle verdi, per poi risvegliarsi con i cinguettii dei lorichetti, delle gazze, dei corvi e, più che i canti, i versi del kookaburra, il tipico uccello australiano che sembra che faccia una risata. (Ascoltatelo qui )

Visto che non ho ancora programmato la prossima tappa, ho deciso di temporeggiare prolungando il mio soggiorno nelle campagne di Mullumbimby, quando una coppia di vicini mi ha offerto ospitalità in cambio di qualche ora di giardinaggio – pare che sia diventata un’esperta ora! 😉

Morag e Dean vivino in una meravigliosa grande casa in cima alla collina e la vista da quassù è estremamente rilassante.

Viaggio in questo modo, non soltanto per risparmiare e quindi avere la possibilità di passare lunghi periodi all’estero, ma soprattutto per conoscere profondamente il paese che sto visitando. Vivendo nelle case degli abitanti del luogo si ha modo di vivere la quotidianità della gente comune, cosa impossibile soggiornando in hotel, di qualsiasi categoria. A tavola si scoprono le usanze, le similitudini o le diversità, ci si racconta, passando dalle cose futili a percorsi personali.

Questa coppia, di quasi 60enni, ha viaggiato per gran parte del mondo e mi ha raccontato di essere stata di recente in vacanza in un piccolo paesino delle Marche e di aver gradito molto l’ospitalità locale. Come resoconto del loro lungo viaggio, più che Roma e Venezia, hanno apprezzato le semplici colazioni al bar della piazza di Penna San Giovanni, le stentate conversazioni coi vecchietti che giocavano a bocce, la spesa dal contadino e l’immancabile ricetta del Limoncello.

Ora ci attacco una cosa che c’entra poco col discorso di prima, ma è un mio pensiero, un mix di Giardinaggio/Ricerca Interiore/Crescita Personale che vorrei condividere.

Qualche giorno fa, con Jane, che è un’esperta di salvaguardia ambientale, abbiamo eliminato delle piante rampicanti che stavano soffocando alcuni eucalipti, nel fare quest’operazione mi sono immedesimata nell’albero, immaginando di togliere quei rami che mi impediscono di crescere/star bene. All’inizio, osservando la grandezza della pianta infestante (in questo caso una Lantana) ho pensato che fosse impossibile liberarsene, ma spezzando rametto dopo rametto, con impegno ed dedizione, sono giunta alla fine e la soddisfazione è stata immensa! 

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Welcome to the Gold Coast

Dopo aver contattato alcuni host nella zona di Byron Bay, mi risponde positivamente una certa Jane. Mi spiega che sta cercando di ri-forestare una area che un centinaio di anni fa era stata adibita a pascoli. Ora invece servono piante, soprattutto eucalipti, per ricreare l’habitat naturale per i koala, magari ne vedessi uno! 

Il progetto mi interessa molto. Salgo sul primo volo per Brisbane ed in meno di otto ore sono a casa sua.

La cittadina in cui mi trovo ha un nome piuttosto buffo: Mullumbimby, che in lingua aborigena significa “piccola collina rotonda”, dista circa 15 km dal mare ed è una località molto trendy, posso definirla Hippy Chic. 

Insieme ad un’altra volontaria, una ragazza spagnola arrivata il mio stesso giorno, in cambio di vitto e alloggio, la mattina dalle 8 alle 12, alterniamo il giardinaggio con la ristrutturazione della veranda della villetta, che è completamente immersa nel verde.


Nei terreni qui intorno oltre alle profumatissime magnolie, ci sono diverse piante di Melaleuca, da cui si ricava il mio rimedio naturale preferito, il Tea Tree Oil. Ma uno dei motivi principali che mi han fatto propendere per questo posto, è che ci sono anche tre cani meravigliosi, con cui siamo andate a correre nell’immensa spiaggia di Brunswick Head. Ma che dico correre?! che non l’ho mai fa in vita mia… loro correvano, io facevo le foto. 😉

Per ora, mi sembra che non possa andare meglio di così.

Wailoaloa beach clean up

Sono confinata qualche giorno al Bamboo Backpacker, un ostello che sorge direttamente sulla spiaggia di Wailoaloa, non lontano dall’aeroporto di Nadi, da cui partirò per… 

Ah ah ancora non ve lo dico 😉 

Dopo aver visitato sia la cittadina di Nadi che quella di Lautoka, fatto qualche bagnetto (ma l’acqua in questa zona non è per nulla invitante), ho deciso di pulire la spiaggia. 

Sere fa, passeggiando al tramonto, ho notato che appena superate le strutture ricettive che affacciano direttamente sulla spiaggia (ce ne sono quattro, una dietro l’altra), la situazione rifiuti tracolla, montagne di lattine di alcolici, rimasugli di festicciole serali e come sempre plastica ed ancora plastica.

Armata di un piccolo sacchettino ho iniziato ad impilare ciò che trovavo, non mancano mai i sacchetti di plastica, che almeno in questo caso si rivelano utili per il trasporto dell’immondizia raccolta. 

Trascinando due grosse buste sono passata davanti all’ostello, dove sotto lo sguardo degli ospiti ho raccolto altri rifiuti… Se ne fosse alzato uno per aiutarmi o almeno portare i sacchetti pieni… Niente, nessuno ha fatto una piega. Solo un local, a cui ho chiesto dove mettere il “malloppo”, mi ha ringraziata e chiesto da dove venissi.

Son contenta di aver fatto anche oggi il mio piccolo gesto per un mondo più pulito, ci avrò impiegato al massimo un’ora… E domani tocca al lato a nord!

L’ammutinamento di Infinity

Eh già… Dopo circa un mese a bordo di Infinity, ho deciso di abbandonare la nave, come ha fatto Schettino, ah ah, dai scherzo, non stiamo affondando e non ho nemmeno sequestrato il capitano, anzi gli ho parlato con le lacrime agli occhi, perché in fondo lui mi piace molto; è colto, gentile, disponibile al dialogo, preparato per la posizione che occupa e mooolto, molto paziente con tutti i membri dell’equipaggio, anche con quelli più distratti od imbranati.

È qualche giorno che rifletto su come mi sento ed ho pensato che devo seguire il mio istinto. Non è successo nulla di grave ma ho fatto la somma di alcune cose ed ho deciso di prendere un’altra strada. Come avevo già detto in un altro articolo, le persone a bordo sono squisite, amabili e simpatiche, però io sono una lupa solitaria e dopo un po’ la vita in comunità mi sta stretta. Inoltre dopo l’impegno umanitario durato cinque mesi a Tonga, ora sono tutti focalizzati sul Passaggio a Nord-Ovest, una spedizione estrema al Polo Nord, che includerà delle riprese video per cercare di sensibilizzare il mondo ai problemi ambientali. Erroneamente pensavo che durante il tragitto si facessero delle attività pratiche di salvaguardia degli oceani, ma tra l’approvvigionamento, la preparazione, la manutenzione della barca e le pubbliche relazioni per il coinvolgimento mediatico, sarebbe impossibile farlo. Avrei voluto essere più attiva fisicamente e darmi da fare in modo concreto, ma non è il momento giusto.

Quindi dopo aver imbarcato altri membri dell’equipaggio alle Fiji, Infinity prenderá il largo per Vanuatu, poi forse isole Solomon e Kiribati, per approdare a fine dicembre alle isole Marshall, in cui sosteranno per alcuni mesi per fare dei lavori alla parte meccanica.

Continuerò a seguirli tramite i social network, il GPS ed il canale YouTube SeaGypsies The Movie. Nel frattempo,  chissà dove mi porterà il vento…

La sensazione di libertà che si ha quando si cambia idea all’improvviso seguendo il proprio istinto è impagabile! 

Prime impressioni: un arrivo tragi-comico!! 😉

L’approccio è stato alquanto drammatico, sarà la stanchezza accumulata, saranno i bambini urlanti ma così di primo acchito non mi senyo un po’ strana è fuori luogo.

Ma andiamo per gradi: l’equipaggio è composto da tre uomini e cinque donne di nazionalità americana/australiana, di età compresa tra i 30/35 anni, tranne una ragazza californiana di soli 17 anni (che è qui sola da 6 mesi), più il capitano di origine tedesca con compagna e due figlie di 4 e 6 anni, che per la gioia di tutti 😉 in questi giorni hanno invitato due amichetti – e fan quattro bimbi che corrono su e giù per la barca! Ah dimenticavo, c’è anche Rascal, un bellissimo gatto rosso.

È sabato 28 ottobre e son tutti eccitati per la festa in maschera di Halloween anticipato che si terrà in un pub qui nella baia – io oooodio il carnevale e travestimenti vari… mi sforzo di non essere troppo asociale, ma nel locale vendono la connessione ad internet, quindi mi isolo per un’oretta. Niente da fare, nemmeno un paio di birre riescono a farmi passare la stanchezza e per via del jet lag non vedo l’ora di rientrare in cabina.

Secondo giorno. Ci svegliamo e scopriamo che la cucina e la stiva sono infestate dagli scarafaggi, forse saliti a bordo con qualche cassa di frutta e verdura alcune settimana fa ed ora son proliferati. Fortunatamente sono piuttosto piccoli, oppure sono tutti appena nati, fatto sta che dobbiamo svuotare completamente gli armadietti e tirare fuori i cassetti per disinfettare e piazzare trappoline di veleno.

Allora, ok che mi piace la trasmissione “Maniaci del pulito” (quella in cui le persone affette da manie di pulizia ossessive vanno a casa di accumulatori compulsivi e puliscono tutto a fondo), però non desideravo parteciparvi in prima persona.

Fortunatamente non sono schizzinosa e… bamg!, li spiccico a manate sul pavimento.

Ho passato la mattina a svuotare pensili e mobiletti, già che ci siamo ovviamente è meglio lavare tutto il contenuto prima di rimetterlo a posto, quindi nel pomeriggio io ed un’altra fortunata abbiamo tentato di scrostare cricca nera bruciata dalle teglie, pentole e padelle, usando solo paglietta ed acqua di mare (niente detersivo per non inquinare).

Un dolore al polso ed alla spalla, tanto che ad un certo punto mi son sentita Karate Kid “passa la cera – togli la cera”.

Ma parliamo di cibo. Con tutto questo lavorare  io avrei un certo languorino ma vedo che nessuno mangia o prepara nulla, vabbè che la cucina è completamente sottosopra, però uno snack… Niente, mangerò due banane. A colazione IO ho mangiato solo della macedonia, perché l’altra roba presente era una specie di riso bianco con la cannella ed altro ingrediente indecifrato – voleva forse assomigliare ad un budino di riso?! Il giorno prima ho intravisto un contenitore di plastica con della pasta corta e degli spaghetti tagliati, mischiati a delle catote (il colore era quello, ma non ho voluto approfondire) una proda ragazza l’ha mangiata aggiungendo una salsina arancione scuro (per rimanere in tinta).

Stasera (forse in mio onore) ancora spaghetti, quando lo hanno annunciato ho fatto una battuta dicendo che erano coraggiosi a cucinarli con un’italiana a bordo, han promesso di non scuocerli. Cosi è stato, ma non è bastato.

Se li lasci in un’insalatiera senza mettere l’olio e a lato metti una ciotola di salsa di pomodoro cruda con un quintale di aglio a pezzetti, viene ‘na schifezza. Si son complimentati tutti, io ho fatto finta di niente, scusate ma non so mentire, li ho mangiati solo perché avevo tanta, tanta fame.

Con questo passo e chiudo. 

Tra l’altro ho ancora fame e nella borsa ho solo dei tic tac.

PS il racconto è chiaramente scritto in chiave molto ironica. Va tutto bene

Accomodation, ovvero le varie sistemazioni in cui sono stata ospitata.

Ma dove mi avranno fatta dormire in questi mesi di girovagare??

Ecco alcuni esempi tra tende, cottage, letti , cabine…

Here follow a showcase of my accomodations. aren’t they awesome? Bloody awesome!!

 

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La tenda by night

MAUI, HAWAII – Private tent in the jungle

 

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NEW ZEALAND – My bungalow

 

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DOMINICAN REPUBLIC – Shared mixed room

 

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ST. LUCIA ISLAND – private studio with kitchinette

 

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NEW ZEALAND – Private cottage

 

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NEW ZEALAND –  Ocean view private bedroom

 

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BRAZIL – shared girls bedroom

 

 

 

Come viaggiare barattando il proprio tempo in cambio di vitto e alloggio

 

Partiamo subito col dire che in questo metodo di viaggio non c’è scambio di denaro; non dovrete pagare per essere ospitati e non verrete pagati per le mansioni che dovrete svolgere. Solo in qualche occasione potrete percepire delle mance. Quindi noi che cerchiamo ospitalità/lavoro siamo denominati Volontari, chi invece la offre è denominato host.

I siti, secondo me, migliori per mettere in contatto volontari ed host sono:

workaway.info (usato per l’ultimo viaggione Brasile, Caraibi, California, Hawaii e Australia)

e helpx.net (usato due anni fa per la Nuova Zelanda)

Ma quando deciderete di fare l’iscrizione sceglietene solo uno, perché gli host sono più o meno gli stessi  e rischiereste di inviare doppie richieste.

I primi passi da fare sono curiosare sul sito e vedere dove vorreste andare. Troverete un ricchissimo elenco di paesi, prima divisi per continenti, poi per stati/regioni/provincie etc… E questo è gratis e visibile anche ai non iscritti

Quando avrete deciso la data e la destinazione, potete passare all’iscrizione che è a pagamento (20/25 dollari per 1 o 2 anni a seconda del sito) per creare il vostro profilo, più dettagliato possibile e cominciare a contattare gli host per chiedere se hanno disponibilità nel periodo da voi prescelto.

Di solito rispondono tutti in brevissimo tempo, potete fare tutte le domande che volete, ma spesso non è necessario perché sul profilo sono già elencate tantissime informazioni, già divise in caselle prestabilite, tipo la loro tipologia (casa privata, ostello, ristorante, campeggio, B&B, scuole) gli incarichi e le mansioni che vengono richieste (giardinaggio, manutenzione, aiuto con gli ospiti, lezioni di inglese o altre lingue) le ore di lavoro (che vanno dalle 3 alle 6 h al giorno con 1 o 2 giorni liberi a settimana), il tipo di alloggio che vi daranno (stanza singola, condivisa, tenda, roulotte, cottage… sì mi è capitato di averne uno tutto per me)… ci sarà inoltre scritto se sono vegani, se hanno animali, bambini, se è necessario avere un’auto per spostarsi e tante tantissime cose.

Voi dovrete fare altrettanto, descrivere il più possibile ciò che amate fare e tutte le vostre capacità sia manuali che tecniche, se avete allergie, le lingue che parlate, etc etc

Suggerimento:

Alcuni Host offrono solo alloggio e colazione, altri, 3 o più pasti al giorno. Nei paesi del Sud America o dell’Asia potrete tranquillamente scegliere sistemazioni senza pasti inclusi, perché comunque fare la spesa o mangiare fuori è molto economico; invece per quanto riguarda i paesi più civilizzati o cari (come le Hawaii) cercate di trovare Host che offrano tutti i pasti, (oppure assicuratevi che ci sia nelle vicinanze un mercato e non solo bar i ristoranti).

Leggete bene le recensioni dei volontari che son stati da quell host prima di voi, sia per capire meglio di cosa si tratta che per avere consigli pratici. Potete anche contattarli in privato per avere un riscontro diretto e sincero 😉

Ecco qui un elenco delle mie esperienze:

 

 

Brasile _ Stato di Espirito Santo _ Setibao

Eco Camping e Ristorante, 10 volontari, durante la settimana abbiamo costruito coi pallet e pitturato panche e tavolini, nel week end io ero al bancone bar-pasticceria del ristorante.

 

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Caraibi _ Isola di St Lucia _ View Fort

Bed & Breakfast, unica volontaria, ho aggiornato con foto il loro sito web, sincronizzato un data base di più di 1000 contatti telefonici ed e-mail su pc e tel cellulare (aiutooo) fortunatamente poi mi rilassavo portando al mare i 4 cani … a volte cucinavo (strettamente vegan food)

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Hawaii _ Maui _ Haiku

Piantagione e chiosco frutta in un punto panoramico, 8 volontari, ci alternavamo al chiosco a fare frullati di frutta, crepes, spremere canne da zucchero per fare Sugar Cane Juice (non sapevo nemmeno esistesse) e vendere tutte cose naturali buonissime, oppure in cucina a preparare le torte alla banana e ananas (raccolte nella farm), gli impasti per crepes, essiccare le banane… ah dimenticavo siete capaci di aprire le noci di cocco con la mannaia!??!

 

Australia _ Queensland _ Whitsundays

Catamarano a vela, 2 volontarie ed il capitano, il mio compito era quello di aprire un blog, la pagina facebook ed altri social network, fare video e foto da mettere on line per condividere le nostre avventure, l’altra ragazza (con cui sono diventata super amica, Fedra) aveva il compito di cucinare e pulire. Tutte e due dovevamo inoltre fare le marinaie durante le traversate.

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Nuova Zelanda _ Auckaland

Casa privata, unica volontaria, ho fatto giardinaggio e piantato ortaggi vari… non so se poi sia effettivamente cresciuto qualcosa, ma so come si dice cariola in inglese! wheelbarrow 😛

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Nuova Zelanda _ North Island _ Ahipara

Casa privata con piscina, unica volontaria, ho aiutato la proprietaria (e suo genero) a costruire un pollaio e portavo i cani al mare a passeggiare.

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Nel prossimo articolo vi parlerò delle diverse tipologie di alloggio in cui sono stata ospitata.

Ciao

Stefi 🙂

Intervista e Video alla trasmissione “Il Mondo Insieme”

Ed ecco qui la mia intervista in cui racconto le mie esperienze di viaggio/lavoro in giro per il mondo ed il video sulle avventure in catamarano in Australia.

Ero un po’ tesa.. eh.. ma Licia mi ha messo a mio agio 🙂

Stefi

A breve l’articolo con il riassunto delle varie esperienze di scambio/lavoro… Che trovate anche nella categoria Volunteering.

Gallery

Australian Sailing Adventures

After the long flight from Honolulu, I enjoy a Thai dinner  and chattering with Lara, a friend from Milan who lives in Sydney for years. The next morning ready to fly to Mackay, a quite little town in Queensland, then 2 hours by bus to reach Airlie Beach where Peter is waiting for me, the captain of a catamaran on which I am embarked for a yet undefined period 🙂
The peculiarity is that on board were eliminated refrigerator, generator, air conditioning, oven etc, to reduce the environmental impact and be lighter to sail. I am on charge of taking photos and videos to document our adventures among the remote islands of the Whitsunday, so far.. Then we’ll see where the wind will takes us.
After a short brainstorming, the name chosen for this project is Sailing into Freedom.
On the first day I created a blog, Facebook page, Instagram profile and You Tube channel, on which we will upload videos. I share this experience with a very nice girl from Italy as well (just a coincidence) Fedra, with which I quickly get along very well, she takes care of the galley … Note that our captain, and consequently we too, only  eat the fish that he catch plus rice, legumes especially hummus and some vegetable that does not easily deteriorate because we will not go shopping for 2 or 3 weeks, and we do not have a fridge.
Also eliminated dairy products and gluten, I do not eat meat and cheese, so to me it is fine! Peter does spearfishing and delight us with different seafood everyday, grilled or smoked. For breakfast oatmeal porridge with apple, honey, cinnamon and almonds.Well, it’s a detox period … Or almost, ’cause Fedra and I before leaving bought a couple of bottles of red wine and some chocolate bar, for melancholy moments. Obviously, no drugs, no smoking. ForgetAboutIt!?!
During this first week the atmosphere on board was fantastic, we arelady saw some whales, dolphins and off country few cangaroos… we are really having fun and you can note it following our social networks: facebook, instagram, and blog: Sailing Into Freedom
Stefi ⭐