Immagini dal Paradiso, il mio.

Settimana scorsa abbiamo realizzato delle riprese video con il drone alle Tobago Cays… Questo un breve montaggio per condividere con voi lo spettacolo della natura.
Buona visione 😍

Zenith Ocean Voyages

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Ritmi di lavoro milanesi

Caspita… Da un mese a questa parte tra clienti, spese, lezioni di kite e faccende varie, non ho avuto un attimo di pausa per dedicarmi al blog… Però ho pubblicato tante foto dei Caraibi sulla pagina Facebook VagabondinGirl ðŸ˜Š

A presto

Stefi

La iella arriva anche ai Caraibi

Lady di qua, Lady di là… Me la sono proprio tirata… la sfortuna dico. In queste ultime tre settimane è capitato di tutto.

Io che mi immaginavo impegnata con le Public Relation, a gestire i social network, a prendere lezioni di kite, a scrivere articoli sorseggiando aperitivi con ombrellini colorati, invece no. 

A St. Vincent abbiamo perso giorni per cercare di sdoganare un pacchetto proveniente dall’Inghilterra, contenente delle semplici guarnizioni che qui non si trovano.

Prendi il taxi, vai agli uffici DHL di Kingstown che stampano la lettera per poter ritirare il pacco … che è lì? No. Si trova all’aeroporto, ovvero ad un’ora dalla città. Ma ormai è chiuso. Lì ti dicono che manca il timbro della dogana che certifica che siamo in transito e non residenti, ma la dogana è al porto. Altro taxi per 45 minuti. Poi salta fuori che per non pagare le tasse d’importazione bisogna avere un broker… Eh?! Cerca l’agenzia di broker, attendi quelle due o tre ore per avviare le pratiche, torni alla dogana, ma sono in pausa pranzo. Cerchi di mangiare qualcosa anche tu camminando sotto il.sole cocente, ma nella zona del porto non c’è nulla, solo qualche cane randagio.

Al rientro scopri che bisogna essere scortati da una guardia giurata che certifica che il pacco ritirato non sarà destinato alla vendita ma verrà portato in barca. Quindi la porti all’aeroporto, la fai salire in barca e poi gli paghi un taxi per tornare a casa. Ahhhh, @#€&!

Risolta questa bega navighiamo verso nord, prima tappa St. Lucia e poi Martinica per fare provviste pre charter.Torniamo a St Lucia per prendere la cuoca, che ahimè, dura solo tre giorni. Per motivi di privacy non sto a raccontare i dettagli. 🙄

Ma a questo punto tocca a me fare anche questo charter di dieci giorni, con sei persone, tre delle quali con varie intolleranze. Help!

Nel frattempo, una notte, ci rubano il gommone, motore incluso, valore totale circa 8000€. Mancano tre giorni all’arrivo dei clienti, è giovedì ed è festa nazionale, tutto chiuso, anche la Guardia Costiera non risponde alle chiamate. Abbiamo un solo giorno utile, il venerdì, per trovarne un altro. Telefonate ed email a tappeto nelle varie isole limitrofe. Quello che serve a noi in pronta consegna non ce l’ha nessuno, ci accontentiamo di uno simile ma è in Martinica, un giorno di navigazione per raggiungerla, e si tna indietro. Onde di quattro metri di traverso, sto un attimo sottocoperta a messaggiare al telefono ed è così che vomito anche l’anima. Mai successo. Sono un cadavere ambulante ma devo procedere con l’acquisto dei prodotti freschi e la pulizia completa della barca. Cabine pronte. Un bel respiro, Ohmmm. Sorriso. Welcome! … si riparte per le Grenadine.
Think positive.

www.zenithoceanvoyages.net

Su e giù per le Grenadine

​​Son due mesi ormai che navigo nel Mar dei Caraibi. Da Saint Lucia siamo scesi a sud, prima tappa Saint Vincent… No, non quello del Casinò in Val d’Aosta! 😉 Ma bensì l’isola più grande dell’arcipelago delle Grenadine, che comprende circa 600 isole. Come tante terre caraibiche sono anch’esse un ex colonia inglese, indipendenti dal 1979. Questo l’ho copiato da Wikipedia!

A Saint Vincent però non c’è nessun aeroporto internazionale, nemmeno nella sua capitale, Kingstown, quindi i nostri clienti devono arrivare sull’isola di Grenada, che dista circa 70 miglia nautiche, ovvero 130 km… E vi assicuro che in barca non è una passeggiata!

Le nostre crociere si svolgono tra le piccole isole incantate e semi deserte dell’arcipelago (Mayreau, Tobago Cays, Palm Island) l’approvvigionamento ed il pick up degli ospiti invece avviene a St George che sorge a sud di Grenada, che è un’altra grande isola, uno stato a sé, che non fa parte delle Grenadine,  quindi ogni volta che ci passiamo bisogna andare alla dogana… un continuo timbrare e pagare entrate ed uscite. Con code piuttosto lunghe, uno sbatti micidiale! 

Per farvi capire tutto il nostro andirivieni vi metto qui sotto una bella mappa.

La cittadina di St. George è piuttosto carina, c’è un vecchio Forte e nelle vie si susseguono tante casette colorate in stile ovviamente coloniale. 

Al porto si alternano le grandi navi da crociera, dalle nostrane Costa ed MSC, alle tedesche Aida e Mein Schift. Le ho citate perché a Cagliari lavoravo al porto per l’agenzia che si occupa delle escursioni per crocieristi e tutte le volte che le vedo penso alle mie colleghe ed amiche che si alzano alle cinque del mattino per fare l’accoglienza: ciao Giuly, Manu e Martina!

Ma saltiamo le grandi isole ed immergiamoci nelle immagini delle baie incontaminate, dalla sabbia dorata, dall’acqua cristallina e dalle palme agitate dal vento… Che ovviamente deve essere sempre presente dato che i nostri clienti sono solo kite surfers.

Svegliarsi ogni mattina in un luogo diverso, raggiungibile solo via mare è una sensazione stupenda. Un bel tuffo nelle acque turchesi per svegliarsi bene e poi la colazione.

Tra i coralli colorati ho avvisato alcune tartarughe, pesci palla e pappagallo, poi, lo devo confessare, ho assaggiato un riccio locale, qui non li mangia nessuno e non vi dico le facce dei nostri ospiti canadesi quando hanno sentito l’odore… Ma gliel’ho detto che non bisogna annusarlo! Vabbè aspetterò di rientrare in Sardegna per farmi di spaghi come si deve!

Termino la giornata con l’immancabile foto al tramonto, giuro che è sempre diverso, le nuvole creano delle pennellate di colore alle quali non riesco a resistere.

Anzi, vi saluto che è proprio ora di scattarne un’altra! 

http://www.zenithoceanvoyages.net

Chiamiamolo Relax

​Tra la partenza dei precedenti e l’arrivo dei prossimi clienti del charter abbiamo circa 10 giorni di break. L’idea era di andare a rilassarci in qualche isoletta remota… Ma la vita in barca non è tutta rose e fiori, saltano sempre fuori dei lavoretti da fare, la manutenzione è più impegnativa di quella di una casa ed anche più costosa. Inoltre essendo utilizzata per fare business, tutto deve essere sempre  perfetto.

Nel mio piccolo, aiuto cercando di scrostare dalla scafo le alghe e i “denti di cane”, delle specie di patelle aguzze che si attaccano alla carena della barca.

Tutta carica mi accingo ad immergermi, ma la mia maschera si è rotta e non trovo più il boccaglio, frugo tra i materiali da snorkeling, ne provo almeno quattro: una si appanna, una mi blocca la circolazione e mi fa venire immediatamente un segno sulla fronte che sembro Frankenstein, alla fine opto per la meno peggio, dopo tre minuti mi entra l’acqua dal naso, uffa! Siamo all’ancora di fronte alla Grand Anse Beach e la corrente stamattina è forte, gratta che ti gratta cercando di non essere trascinata via, faccio solo metà barca. E niente, zero resistenza, sono una schiappa. Oh non dimentichiamo che il catamarano ha due scafi, quindi i lati diventano quattro, due esterni e due interni. 

Finalmente dopo due mesi, arriva il pacco del DHL con la nuova rete/tappeto elastico.

Io, io… Lo monto io che sembra divertente! Bisogna far passare la cima come in un telaio… conto i buchi della rete diviso per gli anelli… viene 4.8, arrotondo a 5. Quando arrivo alla fine però mi avanzava un pezzo di rete ma non ho più anelli a cui agganciarla… daiiiiii cavolo, devo rifare tutto!

 


‘Spè che sto sudando, mi tuffo e risalgo Eh.. una attimo e arrivo…😋

E adesso una birretta al tramonto non me la toglie nessuno!!

Viaggiare seguendo l’istinto.

Riflettevo sul fatto che secondo i miei programmi pre-partenza, in questo momento sarei dovuta essere ancora a bordo di Infinity, verso le Isole Marshall, nel bel mezzo dell’oceano Pacifico…

Invece, seguendo le mie emozioni e lasciandomi trasportare dal fato, in un assurdo concatenarsi di eventi, sono finita ai Caraibi, e per essere più precisa sono in barca alle Grenadine, con l’uomo della mia vita.

Eh già, quando meno te l’aspetti ti ritrovi in un romanzo Harmony, o almeno penso siano così, giuro che non li ho mai letti!

Succede che tramonto dopo tramonto, navigando tra i mari più belli della terra, ci siamo innamorati.

No, dai non posso scrivere cose così sdolcinate, non è da me. Sono single da tre anni (Ooops ero single) e son sempre stata poco romantica, anche quando ero fidanzata, piuttosto, ironica e pungente… Però sta cosa del destino che mi ha fatto girare letteralmente tre quarti del mondo prima di incontrarlo, mi fa pensare.  

Ormai avevo perso le speranze di trovare un mio coetaneo che condividesse il mio stile di vita, i miei valori ed interessi, un amante del mare, uno spirito libero ma allo stesso tempo un uomo solido, con la testa sulle spalle, un uomo che mi facesse sentire protetta, serena ed amata, perché so di essere estremamente indipendente ed autonoma e alle volte queste caratteristiche fanno credere che io voglia fare tutto da sola, ma non è così. La cosiddetta donna “forte” ha bisogno di affetto e protezione come chiunque altra, perché quasi sempre quel essere forte significa solo che sta lottando da sola. E sinceramente sono proprio stanca di dover pensare sempre a tutto io. 

Sentirmi dire finalmente “Don’t worry, I will take care of everything” è una nuova e piacevole sensazione.

Che altro dire… Buon 2018 a tutti! …che vi porti la felicità e la serenità che sto provando io adesso.

Lo stile di vita a Byron Bay, Bangalow e Mullubimby

Le parole chiave che accomunano questi posti sono: organico, bio e yoga.

Tutto ruota intorno ad un ritorno alla natura, dal look al cibo, persino il fruttivendolo è stiloso nel suo essere semplice, minimal e genuino. I negozi d’abbigliamento offrono capi di buona fattura prodotti in numero limitato, per questo mooolto cari (dai 150 ai 400 aus$ per una camicia o abitino), numerosi anche i negozi vintage, con stupendi abiti originali conservati alla perfezione. Diversi locali sono stati ricavati da ex container, restaurati con estremo gusto e classe, all’insegna del eco-sostenibilitá. 

Al Farmer’s Market settimanale (la nostra Coldiretti), oltre ai classici banchi di frutta e verdura, ci sono tavolini e sedie per gustare ciò che preparano al momento i vari stand alimentari, dalle crepes vegane, al muesli naturale con yogurt fatto in casa e mirtilli appena colti; non poteva mancare il rappresentante italiano, Roberto, che offre diverse prelibatezze tra le quali pesche al forno caramellate su letto di ricotta siciliana con una spolverata di nocciole tostate, il tutto accompagnato da un gruppo musicale che si esibisce gratis.

Tra le persone che frequentano queste tre cittadine ho riscontrato alcune differenze: Bangalow, si trova nell’entroterra ed è la più hippy chic il livello mi è sembrato medio-alto, età 30/40; Mullubimby, la meno turistica, è molto tranquilla e semplice pur rimanendo nello stesso stile retrò, nei pub l’età media sale a 50/60 (finalmente mi son sentita una ragazzina). Byron Bay ovviamente è la più conosciuta e quindi la più affollata, la maggioranza delle persone cammina scalza, e su questo mi trovano completamente d’accordo. Se non che, in certi punti l’asfalto è davvero cocente. Ho sperimentato personalmente la bellissima camminata panoramica di circa 4 km, dal faro al paese, in cui le calde pietroline semi-appuntite del selciato mi hanno fatto un’energica riflessologia plantare. 

In quanto al look, puoi andare in giro anche in calzini bianchi senza scarpe o letteralmente in mutande (no, non lo sto dicendo a caso, li ho visti coi miei occhi) che nessuno ti considera.

Il paesino, da quanto ho potuto notare, vanta una variegata serie di personaggi particolari, divisi in tre categorie:

 – teenager giunti qui per festeggiare la fine della scuola, evento detto Schoolies, ove orde di diciassettenni urlanti affollano la spiaggia principale muniti di varie scorte d’alcool.

– surfisti e musicisti dal capello biondo e fluente, e rispettive fidanzate artiste creative che vendono accessori moda in bancarelle improvvisate, che dimorano prevalentemente in furgoni in riva al mare.

– ex sessantottini, aggrappati ai ricordi del tempo che fu. Ma a quel tempo ci han lasciato anche qualche rotella, come il ballerino con l’hula hop e le homeless che sbraitano ai passanti.

Forse sono più milanese-criticona di ciò che pensavo e me ne dispiaccio, ma mi ritrovo ad osservare queste cose, non sto assolutamente giudicando, e non sono di certo quella che segue le mode, però penso che ci sia un limite al buon gusto, soprattutto ad un certa età con alcuni abbigliamenti si diventa ridicoli… O forse son solo io a preoccuparmene.

Ma la cosa migliore di Byron sono sicuramente gli scenari mozzafiato, le immense spiagge ed i promontori, meritano assolutamente la visita.

Per avere informazioni storiche vi riporto un bellissimo articolo, scritto in modo chiaro ed accurato dalla mia amica Lorena, appassionata di tradizioni aborigene australiane.

http://www.iloveaustralia.it/popolo-farfalle-bundjalung/

Mullumbimby’s wildlife

La settimana da Jane e Felicity è passata in un batter d’occhio, è stato piacevole addormentarsi col canto delle cicale e delle raganelle verdi, per poi risvegliarsi con i cinguettii dei lorichetti, delle gazze, dei corvi e, più che i canti, i versi del kookaburra, il tipico uccello australiano che sembra che faccia una risata. (Ascoltatelo qui )

Visto che non ho ancora programmato la prossima tappa, ho deciso di temporeggiare prolungando il mio soggiorno nelle campagne di Mullumbimby, quando una coppia di vicini mi ha offerto ospitalità in cambio di qualche ora di giardinaggio – pare che sia diventata un’esperta ora! 😉

Morag e Dean vivino in una meravigliosa grande casa in cima alla collina e la vista da quassù è estremamente rilassante.

Viaggio in questo modo, non soltanto per risparmiare e quindi avere la possibilità di passare lunghi periodi all’estero, ma soprattutto per conoscere profondamente il paese che sto visitando. Vivendo nelle case degli abitanti del luogo si ha modo di vivere la quotidianità della gente comune, cosa impossibile soggiornando in hotel, di qualsiasi categoria. A tavola si scoprono le usanze, le similitudini o le diversità, ci si racconta, passando dalle cose futili a percorsi personali.

Questa coppia, di quasi 60enni, ha viaggiato per gran parte del mondo e mi ha raccontato di essere stata di recente in vacanza in un piccolo paesino delle Marche e di aver gradito molto l’ospitalità locale. Come resoconto del loro lungo viaggio, più che Roma e Venezia, hanno apprezzato le semplici colazioni al bar della piazza di Penna San Giovanni, le stentate conversazioni coi vecchietti che giocavano a bocce, la spesa dal contadino e l’immancabile ricetta del Limoncello.

Ora ci attacco una cosa che c’entra poco col discorso di prima, ma è un mio pensiero, un mix di Giardinaggio/Ricerca Interiore/Crescita Personale che vorrei condividere.

Qualche giorno fa, con Jane, che è un’esperta di salvaguardia ambientale, abbiamo eliminato delle piante rampicanti che stavano soffocando alcuni eucalipti, nel fare quest’operazione mi sono immedesimata nell’albero, immaginando di togliere quei rami che mi impediscono di crescere/star bene. All’inizio, osservando la grandezza della pianta infestante (in questo caso una Lantana) ho pensato che fosse impossibile liberarsene, ma spezzando rametto dopo rametto, con impegno ed dedizione, sono giunta alla fine e la soddisfazione è stata immensa! 

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Welcome to the Gold Coast

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Dopo aver contattato alcuni host nella zona di Byron Bay, mi risponde positivamente una certa Jane. Mi spiega che sta cercando di ri-forestare una area che un centinaio di anni fa era stata adibita a pascoli. Ora invece servono piante, soprattutto eucalipti, per ricreare l’habitat naturale per i koala, magari ne vedessi uno! 

Il progetto mi interessa molto. Salgo sul primo volo per Brisbane ed in meno di otto ore sono a casa sua.

La cittadina in cui mi trovo ha un nome piuttosto buffo: Mullumbimby, che in lingua aborigena significa “piccola collina rotonda”, dista circa 15 km dal mare ed è una località molto trendy, posso definirla Hippy Chic. 

Insieme ad un’altra volontaria, una ragazza spagnola arrivata il mio stesso giorno, in cambio di vitto e alloggio, la mattina dalle 8 alle 12, alterniamo il giardinaggio con la ristrutturazione della veranda della villetta, che è completamente immersa nel verde.


Nei terreni qui intorno oltre alle profumatissime magnolie, ci sono diverse piante di Melaleuca, da cui si ricava il mio rimedio naturale preferito, il Tea Tree Oil. Ma uno dei motivi principali che mi han fatto propendere per questo posto, è che ci sono anche tre cani meravigliosi, con cui siamo andate a correre nell’immensa spiaggia di Brunswick Head. Ma che dico correre?! che non l’ho mai fa in vita mia… loro correvano, io facevo le foto. 😉

Per ora, mi sembra che non possa andare meglio di così.

Wailoaloa beach clean up

Sono confinata qualche giorno al Bamboo Backpacker, un ostello che sorge direttamente sulla spiaggia di Wailoaloa, non lontano dall’aeroporto di Nadi, da cui partirò per… 

Ah ah ancora non ve lo dico 😉 

Dopo aver visitato sia la cittadina di Nadi che quella di Lautoka, fatto qualche bagnetto (ma l’acqua in questa zona non è per nulla invitante), ho deciso di pulire la spiaggia. 

Sere fa, passeggiando al tramonto, ho notato che appena superate le strutture ricettive che affacciano direttamente sulla spiaggia (ce ne sono quattro, una dietro l’altra), la situazione rifiuti tracolla, montagne di lattine di alcolici, rimasugli di festicciole serali e come sempre plastica ed ancora plastica.

Armata di un piccolo sacchettino ho iniziato ad impilare ciò che trovavo, non mancano mai i sacchetti di plastica, che almeno in questo caso si rivelano utili per il trasporto dell’immondizia raccolta. 

Trascinando due grosse buste sono passata davanti all’ostello, dove sotto lo sguardo degli ospiti ho raccolto altri rifiuti… Se ne fosse alzato uno per aiutarmi o almeno portare i sacchetti pieni… Niente, nessuno ha fatto una piega. Solo un local, a cui ho chiesto dove mettere il “malloppo”, mi ha ringraziata e chiesto da dove venissi.

Son contenta di aver fatto anche oggi il mio piccolo gesto per un mondo più pulito, ci avrò impiegato al massimo un’ora… E domani tocca al lato a nord!