Su e giù per le Grenadine

​Son due mesi ormai che navigo nel Mar dei Caraibi. Da Saint Lucia siamo scesi a sud, prima tappa Saint Vincent… No, non quello del Casinò in Val d’Aosta! 😉 Ma bensì l’isola più grande dell’arcipelago delle Grenadine, che comprende circa 600 isole. Come tante terre caraibiche sono anch’esse un ex colonia inglese, indipendenti dal 1979. Questo l’ho copiato da Wikipedia!

A Saint Vincent però non c’è nessun aeroporto internazionale, nemmeno nella sua capitale, Kingstown, quindi i nostri clienti devono arrivare sull’isola di Grenada, che dista circa 70 miglia nautiche, ovvero 130 km… E vi assicuro che in barca non è una passeggiata!

Le nostre crociere si svolgono tra le piccole isole incantate e semi deserte dell’arcipelago (Mayreau, Tobago Cays, Palm Island) l’approvvigionamento ed il pick up degli ospiti invece avviene a St George che sorge a sud di Grenada, che è un’altra grande isola, uno stato a sé, che non fa parte delle Grenadine,  quindi ogni volta che ci passiamo bisogna andare alla dogana… un continuo timbrare e pagare entrate ed uscite. Con code piuttosto lunghe, uno sbatti micidiale! 

Per farvi capire tutto il nostro andirivieni vi metto qui sotto una bella mappa.

La cittadina di St. George è piuttosto carina, c’è un vecchio Forte e nelle vie si susseguono tante casette colorate in stile ovviamente coloniale. 

Al porto si alternano le grandi navi da crociera, dalle nostrane Costa ed MSC, alle tedesche Aida e Mein Schift. Le ho citate perché a Cagliari lavoravo al porto per l’agenzia che si occupa delle escursioni per crocieristi e tutte le volte che le vedo penso alle mie colleghe ed amiche che si alzano alle cinque del mattino per fare l’accoglienza: ciao Giuly, Manu e Martina!

Ma saltiamo le grandi isole ed immergiamoci nelle immagini delle baie incontaminate, dalla sabbia dorata, dall’acqua cristallina e dalle palme agitate dal vento… Che ovviamente deve essere sempre presente dato che i nostri clienti sono solo kite surfers.

Svegliarsi ogni mattina in un luogo diverso, raggiungibile solo via mare è una sensazione stupenda. Un bel tuffo nelle acque turchesi per svegliarsi bene e poi la colazione.

Tra i coralli colorati ho avvisato alcune tartarughe, pesci palla e pappagallo, poi, lo devo confessare, ho assaggiato un riccio locale, qui non li mangia nessuno e non vi dico le facce dei nostri ospiti canadesi quando hanno sentito l’odore… Ma gliel’ho detto che non bisogna annusarlo! Vabbè aspetterò di rientrare in Sardegna per farmi di spaghi come si deve!

Termino la giornata con l’immancabile foto al tramonto, giuro che è sempre diverso, le nuvole creano delle pennellate di colore alle quali non riesco a resistere.

Anzi, vi saluto che è proprio ora di scattarne un’altra! 

http://www.zenithoceanvoyages.net

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