A spasso per Salvador de Bahia

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Dopo il lungo viaggio approdo al terminal dei bus di Salvador verso le ore 16. Nel mio maccaronico portoghese chiedo info per andare verso il quartiere Barra, sul mare, dove mi aspetta la mia prima esperienza di Couchsurfing. Con 16 kg di zaino sulle spalle e sotto un sole cocente percorro una lunga e malconcia passerella che sovrasta un’immensa rotatoria, in cui sfrecciano tantissimi mezzi. Dopo esser stata rimbalzata fra varie fermate, attendo il mio autobus che dovrebbe essere diretto, ma tra indicazioni vaghe e lunga attesa salgo praticamente su uno a caso, passata mezz’ora grazie ai consigli di una gentile passeggera, scendo e ne prendo un altro. Lo sottolineo perché la cosa più complessa é passare, con lo zaino e la borsa a tracolla, attraverso il tornello strettissimo che sta davanti al bigliettaio proprio sull’autobus pieno di gente. Non è che non prendo il taxi per risparmiare, ma perché é una soddisfazione cavarmela senza “aiutini”, ovviamente se é giorno e se so che c’è la possibilità di raggiungere la mia destinazione anche con i mezzi pubblici. L’appartamento in cui devo andare sta in cima ad una ripidissima salita, grondante e ad un passo dallo svenimento citofono a Raphael, l’host è un giovane e gentilissimo giornalista multilingue. La sera ci godiamo un bel concerto blues in una birreria del quartiere Rio Vermelho, il giorno seguente invece girovago sola tra le vie del centro storico, chiamato Pelourinho. Evitando i negozi per turisti, mi perdo per le viette secondarie e mi mescolo tra la gente che affolla i marciapiedi. Passeggio disinvolta cercando di sembrare una brasiliana, convinta che bastino capelli ricci, minigonna ed infradito!?! Borsettina a tracolla e telefono o macchina fotografica poco in vista scoraggiano eventuali borseggiatori… Che sinceramente esistono in tutto il mondo!
Anche al calar del sole mi sento sicura e proseguo imperterrita il mio girovagare a caso, certa del mio senso di orientamento non perdo la bussola ed approdo a casa.
Il secondo giorno lo dedico al mare, o meglio ai tuffi dal piccolo molo che si trova tra il forte di Sao Diogo e quello di Santa Maria, non sarò all’altezza delle acrobazie dei ragazzini delle foto, ma mi son comunque divertita!

Per completare la descrizione di ciò che ho visto di Salvador de Bahia, alle belle spiagge e alle vecchie e colorate case del centro storico dovete aggiungere centinaia di altissimi palazzi (alcuni belli e nuovi, altri la classica colata di cemento anni 70), molti centri commerciali, grandi resort composti da lussuosi grattacieli con guardie all’ingresso e le migliaia di favelas che sorgono arroccate sulle colline..
Spero che le foto rendano l’idea di questa ambigua città che mi ha lasciato positivamente sbalordita.

Stefi ⭐

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