Follow me also on Facebook at VagabonginGirl’s page 🙂
Thanx
❤
https://www.facebook.com/VagabondinGirl/
Follow me also on Facebook at VagabonginGirl’s page 🙂
Thanx
❤
https://www.facebook.com/VagabondinGirl/
Luogo: Lakey Peak, Hu’u, Isola di Sumbawa, Indonesia
In Indonesia ci son stata già un paio di volte, dopo aver visitato sia Java che Bali decido di visitare un posto meno turistico: un piccolo villaggio sull’isola di Sumbawa.
Il mezzo scelto è un traghetto, la cui partenza è prevista dal porto di Benoa verso le 20,30 o almeno così mi avevano detto. Attendo a tempo indeterminato in un anonimo e freddo stanzone in marmo; la maggior parte dei passeggeri è indonesiana, sono imbacuccati in giubbotti e altri capi invernali, carichi di pacchi e pacchettini legati con lo spago. Ecco poi una decina di turisti occidentali riconoscibili dai pantaloncini corti e dalle infradito; mi aspettano 10 ore di navigazione ma ignoro le condizioni in cui dovrò affrontarle.
Sono seduta comodamente sul fast ferry, che è meglio di quanto immaginavo, i posti sono stile “aereo” con tavolinetto ribaltabile dove viene prontamente servito un pasto, diciamo commestibile; purtroppo però comincio a congelare, l’aria condizionata è tenuta a livelli glaciali per evitare il proliferare di topi e scarafaggi; sì, proprio così! Ora comprendo il perché degli indumenti invernali indossati dai locali!! Passo la notte avvolta in un asciugamano, esausta verso le 8:00 del mattino seguente giungo al porto di Bima.
I proprietari di una decina di “bemo” (furgoncini-taxi locali) si litigano i turisti appena sbarcati, chi riesce ad accaparrarsene 5 ha fatto il guadagno di un mese. Tra la folla di gente che si aggira per il porto, sono una delle pochissime donne; mi accorgo immediatamente che i miei pantaloncini corti sono del tutto fuori luogo: qui non è come nella più turistica ed induista Bali, sono quasi tutti di religione mussulmana e le donne sono coperte dalla testa ai piedi; mi sento osservata e un po’ in imbarazzo, la provvidenza però mi fa incontrare un gruppo di surfisti spagnoli ai quali mi aggrego e con i quali condividerò il resto del mio soggiorno.
A malapena ricordo il nome della destinazione finale: Lakey qualcosa… ma so che non è un paese ma bensì una sperduta località surfistica. Per raggiungerla occorrono circa 3 ore, dobbiamo attraversare l’isola da nord a sud.
Il tragitto è un’esplosione di colori caldi e profumi intensi, i raggi del sole dipingono il paesaggio come fosse un quadro, risaie verdi e rigogliose si alternano a campi aridi ed incolti, attraversiamo un mercato affollato di gente dai volti vissuti e dallo sguardo semplice, ci sorridono e posano per le foto; non posso fare a meno di notare che il mezzo di trasporto più usato è un carretto trainato da un asino.

Una volta giunta al surf-camp scelto dai ragazzi spagnoli mi rendo conto che forse è un po’ troppo spartano, oltretutto il bungalow in paglia che mi hanno proposto è già occupato da una famiglia di robusti scarafaggi; surfisti anche loro?! Dopo 5 minuti rimetto lo zaino in spalla e via, alla ricerca di un alloggio, sempre alla portata delle mie tasche, ma un pochino più confortevole. E’ davvero molto caldo e la stanchezza ha la meglio anche sulla fame, in quel momento di sconforto realizzo che alla mia destra c’è il mare: è di un blu intenso all’orizzonte, poi sfuma con varie tonalità di verde fino a diventare cristallino a pochi metri dalla riva, l’odore dei gelsomini misto al salmastro si impadronisce delle mie narici, mi riempio i polmoni e proseguo la marcia. Sulla spiaggia incantata di finissima sabbia color avorio si affacciano i vari surf-camp, il più caro costa 20 dollari a notte con la prima colazione, ha l’aria condizionata e probabilmente anche una piscina, ma girando lo sguardo mi colpiscono delle casette gialle in muratura, molto originali e di recente costruzione, quasi non oso chiedere, ma quando lo faccio lo stupore è tale che corro subito ad avvisare gli altri. La camera è davvero carina, con bagno attrezzato, ventilatore al soffitto e zanzariera sui letti, quest’ultima indispensabile perché è una zona ad alto rischio malaria; scelgo l’ultima stanza verso il fondo del resort e curiosando qua e là scopro che come vicini ho una famiglia di caprette molto simpatiche, amano le coccole, ma soprattutto amano le mie provviste di cibo…
Dopo due ore di sonno ristoratore prendo la macchina fotografica per immortalare l’azzurro di quel mare, la violenza di quel sole, l’imponenza di quel golfo con la vegetazione fitta fitta, composta da altissime palme ad ago e chissà quali altre specie di piante tropicali, che sono parte integrante del posto. Le “vibrazioni” di quello strano silenzio, rotto soltanto dal frangersi delle onde sul reef mi invadono totalmente. Sono già le cinque del pomeriggio e le ombre iniziano ad allungarsi, poso la macchina fotografica, le immagini di quell’incantevole tramonto per oggi rimarranno solo nella mia testa.
Poco più tardi raggiungo gli spagnoli a cena nell’unico “Warung”, ovvero ristorantino, in fondo alla strada battuta che costeggia la spiaggia: cucina indonesiana niente male e porzioni più che abbondanti. Probabilmente tutti i frequentatori di Lakey Peak sono qui, sono surfisti giovani e meno giovani, fotografi di diverse nazionalità, c’è una bella energia, molti salutano il nostro gruppo, ci danno il benvenuto ed inizia una conversazione piacevole, del tutto priva di qualunque tensione. Gory il fotografo del gruppo degli spagnoli si fa immediatamente notare per il suo modo buffo di esprimersi, non parla inglese, ma a gesti si fa capire bene, senza alcun ritegno mangia e gesticola allo stesso tempo, è davvero un tipo naif.
I giorni si susseguono velocemente anche se i ritmi sembrano paralizzati e scanditi da movimenti lenti, sarà il caldo… mi adatto con estrema facilità.
La mattina da queste parti si svegliano tutti prestissimo, perché le onde migliori si surfano dalle 5:00 fino alle 10:00, poi si alza il vento e anche la marea.

Passeggio sul reef per fotografare i surfisti che scompaiono tra i tubi formati dalle onde. Guardandoli librare agevolmente sull’acqua mi viene voglia di seguirli, ma non è il posto adatto ad una principiante come me, meglio limitarsi a spiagge con fondali sabbiosi come Kuta Beach a Bali!
Nel camminare sulla passerella di roccia lavica, che affiora quando la marea è bassa, noto che sotto le mie ciabattine di gomma c’è un mondo semi-sommerso fatto di stelle marine scure con tentacoli lunghissimi, coralli rossi, conchiglie di varia foggia e tinta, nonché ricci purpurei dagli aculei acuminati, vedo di quando in quando anche qualche serpentello striato bianco e nero; scopro in seguito essere il velenosissimo Laticauda Colubrina, chiamato comunemente 20 seconds-snake, visti i soli 20 secondi di vita che resterebbero dopo un suo morso, ma fortunatamente è di indole molto tranquilla e la sua apertura mandibolare non gli permette facilmente di mordere noi umani.

I pomeriggi li passo a fare snorkeling e a passeggiare su quella spiaggia che sembra non finire mai, un giorno avventurandomi più in là del solito scopro un laghetto d’acqua dolce a ridosso del mare, tra le frasche scovo anche una specie di rifugio con delle scritte strane: è un bunker giapponese utilizzato durante la seconda guerra mondiale, chissà magari da qualche parte ci sono anche dei residuati bellici, la curiosità è forte, ma il buonsenso lo è di più. Sono mamma, un po’ randagia ma lo sono, meglio non fare stupidate e pensare a mio figlio: che voglia di sentirlo, ma lì non è facile telefonare, c’è solo un posto collegato alla rete telefonica e la linea cade di continuo, ovviamente di accesso ad internet non se ne parla.
E’ il giorno che precede la mia partenza, verso le nove del mattino una folla fatta di famigliole inizia a riempire la battigia, i bambini si rincorrono, le donne formano capannelli separati e distanti dagli uomini, sembrano fantasmi colorati, non si distinguono le forme femminili, sono sedute in cerchio e discutono sommessamente, quando si accorgono della mia presenza scoppiano a ridere: il mio bikini ovviamente è un po’ troppo succinto! Le guardo e sorrido, capisco che vogliono conoscermi, così più tardi sdraiata in spiaggia vengo avvicinata da un gruppetto sparuto di signore giovani e non, si siedono incuriosite vicino a me e mi fissano, una mi colpisce in modo particolare, ha un viso splendido come quello di Naomi Campbell, è giovanissima ma è già madre di tre bimbi. Non so se sia l’energia di Lakey Peak, ma non è difficile parlare con loro, qualche parola d’inglese e qualche parola d’indonesiano e ci ritroviamo a parlare di bambini, di casa e… di uomini, ridono perché dico cose un po’ audaci per loro, ma interpreto alla perfezione i loro problemi quasi identici ai nostri!

La luce si fa soffusa, il sole si abbassa sull’ultimo giorno, faccio loro delle foto, i loro occhi si illuminano davanti all’obiettivo, ringraziandomi si allontanano per ritornare al loro villaggio.
E’ sera e manca la corrente in tutta la costa sud, mi ritrovo a cenare sotto un cielo stellato e ad una fantastica luna piena, è settembre e nell’aria si sente l’avvicinarsi della fine di una stagione, diverse persone stanno per lasciare un pezzetto di cuore sull’isola e si preparano per rientrare nei loro paesi natali ricche di energia positiva, accumulata in quel paese così “fuori dal tempo”.

Vi riporto il link al bellissimo articolo pubblicato su il Corriere.it il 9 settembre 2017, trovo la grafica e l’impaginazione fantastiche! 🙂
Uscita cartacea 19 settembre 2017

Come consuetudine, arrivo di notte senza aver prenotato un posto per dormire: ormai è diventata una sfida! Ma prima ancora di avventurarmi alla ricerca di un letto devo noleggiare un’auto, fortunatamente l’aeroporto è ben attrezzato e la cosa si conclude in modo molto semplice ed economico.
Cerco l’ostello per le vie di Funchal senza successo, le persone a cui chiedo informazioni non conoscono né la via né il posto. Dopo aver girato a vuoto per un tot di tempo decido di prendere la strada per Jardim do Mar, la mia prima destinazione. Immagino di dover bivaccare in auto lungo la strada, che dalla mappa appare assai lunga e tortuosa ma che invece è inaspettatamente scorrevole e molto velocemente giugno a destinazione. Arrivo comunque a notte inoltrata, fortunatamente il paesino è molto vivace e non ho difficoltà a trovare un B&B aperto. La gentile ed ospitale Signora Cecilia mi accoglie con un grande sorriso e mi offre subito una bevanda calda.
Mi alzo presto per non perder tempo e cominciare a vagabondare senza una meta precisa… L’isola è spettacolare, offre panorami d’inestimabile bellezza: foreste, gole, cascate, piscine naturali, fiori e frutti tropicali, monti, baie e cittadine storiche ricche di chiese e di monumenti. Mai vista una così ampia varietà di paesaggi!
E’ un autentico paradiso, meta di surfisti professionisti, con uno degli spot più famosi al mondo, ma luogo ideale anche per gli appassionati di trekking ed escursioni che avranno a Madeira solo l’imbarazzo della scelta.

Chi poi ha qualche nozione di geologia, scoprirà un sacco di cose interessanti sull’origine e la successiva trasformazione dell’isola.
Erroneamente ritenuta da molti un’isola delle Azzorre, Madeira fa parte di un arcipelago di origine vulcanica con un’attività oggi completamente estinta, che comprende anche Porto Santo e due gruppi di isole disabitate: le Desertas e le Selvagens, riserve ornitologiche.
La catena montuosa centrale forma una barriera protettiva contro il freddo ed i venti umidi del nord-est quindi la costa meridionale gode di un clima subtropicale più moderato.
Proprio per via del clima l’isola ha una vegetazione estremamente varia e rigogliosa.

La costa settentrionale è più freddina e piovosa, ma è anche la più scoscesa, i faraglioni e le stupende scogliere, con occasionali cascate naturali e dirupi sull’oceano, vi ripagheranno dell’eventuale mal di stomaco dovuto alle curve. Per ammirare tutto ciò è meglio percorrere la vecchia strada panoramica ad un solo senso di marcia, da São Vicente verso Porto Moniz; piccolo paesino famoso per le particolari piscine naturali formatesi nella roccia vulcanica, che ricambiano l’acqua con onde e maree.
Fortunatamente negli ultimi anni sono state create gallerie e strade a scorrimento veloce che permettono di percorrere l’isola in pochissimo tempo, per esempio dal caratteristico paesino di Jardim do Mar, che si trova a sud ovest, alla Ponta São Lourenço, estremo est, s’impiegano circa 45 minuti.

Ho capito subito che su quest’isola non si può star fermi un solo giorno, ci sono migliaia di luoghi incantevoli da scoprire, difatti sono riuscita a fare più di 2000 km in 16 giorni!
Tenendo come base Jardim do Mar ogni giorno ho esplorato posti diversi, per esempio andando verso Achada da Cruz mi sono addentrata in una specie di foresta pluviale, stavo ammirando le folte piante che avvolgono la strada e i giganteschi fiori tropicali che crescono spontaneamente ovunque, quando all’improvviso una pioggia torrenziale mi ha sorpresa all’uscita di una galleria, dopo circa 5 minuti e pochi chilometri ecco lo spettacolo mozzafiato che ci si è presentato: un coloratissimo arcobaleno stagliato tra il mare e un promontorio verde di costa spiovente, con tanto di suggestivo faro bianco, una vista che ricorda i paesaggi irlandesi ma con l’aggiunta di tantissime piante di fichi d’india!!! E’ Ponta do Pargo.
In diversi punti dell’isola ci sono delle bellissime terrazze panoramiche create per godere della spettacolare vista dalle scogliere a strapiombo sul mare; oltre al famoso Cabo Girao, la seconda falesia più alta del mondo (580mt), c’è anche l’incantevole Achada da Cruz, dotata anche di un teleferico che scende sino giù al mare in una spiaggia di ciottoli.

Madeira è un’isola veramente imprevedibile, un giorno avevo programmato di andare al mare sulla costa a nord-est dell’isola e, tutto d’un tratto, mi sono ritrovata nel bel mezzo di un altopiano, muschio verde chiaro che ricopre tutto, qualche mucca qua e là e un’aria frizzantina che mi ricorda che è ancora invero; ero giunta a Paùl da Serra a più di 1.000 mt d’altezza.

Proseguendo per il centro dell’isola, dove la strada costeggiata da piccoli pioli bianchi, è immersa in un arido deserto roccioso, si giunge al Pico do Arieiro (mt 1818), il passo montano più alto e seconda cima di Madeira. Il belvedere panoramico con vista a 360° e le rocce marroni-rossastre avvolte da una nebbiolina rendono l’atmosfera ancora più suggestiva. La vetta più alta è invece il Pico Ruivo de Santana (mt 1862), raggiungibile solo a piedi in circa 4 ore di camminata.

Girovagando qua e là non potrete non notare le “levadas”, antiche condutture la cui costruzione fu iniziata secoli fa, che formano un sistema di irrigazione sviluppato per distribuire in modo efficace l’acqua piovana e l’acqua delle sorgenti dalle regioni più umide a quelle più secche.
Suggerirei di fare un salto anche a Santana, piccolo villaggio noto per le sue antiche casette coloratissime, triangolari e dal tetto di paglia. E già che siete lì fatevi un bel giretto a piedi nei paesi di Porto da Cruz e Faial, per gustarvi un bel bicchiere di Madeira!
Lungo tutta la costa meridionale ci sono diversi paesini di pescatori con case multicolori arroccate intorno alla baia e al porticciolo, i caratteristici e tortuosi vicoli pedonali consentono di scoprire angolini molto pittoreschi, da vedere Madalena do Mar, Ponta do Sol e Santa Cruz ma in particolare mi sono innamorata di Câmara de Lobos, come era accaduto negli anni ‘50 a Sir Winston Churchill che era solito dipingere sul terrazzo della sua villa, ammirando l’andirivieni delle coloratissime barche nel porto. L’ideale è andarci al tramonto per assaporare i particolari ed imperdibili cocktails, tipici del paese ed introvabili nel resto dell’isola: Pè de Cavra: vino rosso, birra scura e cacao in polvere – Nikita: vino bianco, birra chiara, gelato alla vaniglia e ananas. Un suggerimento: non provate a farli al ritorno in Italia, il mio tentativo è risultato disastroso, ci dev’essere senza dubbio una grande perizia nel dosaggio degli ingredienti!
All’estremo est, oltrepassando Machico, una cittadina storica che si affaccia sul mare, si arriva alla Ponta São Lourenço, una bella camminata di circa 3 ore consente di percorrere la penisola fino alla punta estrema, costeggiando le alte scogliere, immersi in un Parco Naturale ricco di svariate specie di uccelli e di scenografiche stratificazioni di colate laviche. Qui le onde atlantiche hanno messo alla luce ciò che tantissimo tempo fa si trovava all’interno dei vari apparati vulcanici che costituiscono l’isola, in particolare affascinano le scure intrusioni basaltiche sulle rocce più friabili rosso fuoco.
Ma se ad un certo punto, tutta questa lussureggiante natura dovesse stufarvi e avvertiste l’esigenza di un’attiva vita mondana, Funchal è quello che fa per voi. Capoluogo dell’isola, con uno dei più festosi carnevali d’Europa, gode di un’animatissima vita notturna, il centro storico pullula di locali di tutti i tipi e per tutti i gusti, ma non mancano belle case e chiese con porte e finestre incorniciate di basalto nero in tipico stile Manuelito, ed austeri edifici in tufo e lava viola, strade di ciottoli, piazzette, parchi ed esuberanti giardini sul mare.
Con questo racconto spero di avervi trasmesso tutta la positività e l’energia che mi ha regalato questo viaggio su un’incantevole isola che racchiude un intero continente.

INFO GENERICHE:
Madeira è un isola Portoghese, situata a circa 1.000 km a sudovest di Lisbona e a 545 km dalle coste del Marocco, si estende da est ad ovest per 57 Km, e da nord a sud per 22 Km. Temperatura oscilla tutto l’anno tra i 16 e i 25 gradi. Capoluogo: Funchal – Superficie: 741 kmq – Popolazione: 260.000 Ab.
Ma dove mi avranno fatta dormire in questi mesi di girovagare??
Ecco alcuni esempi tra tende, cottage, letti , cabine…
Here follow a showcase of my accomodations. aren’t they awesome? Bloody awesome!!

MAUI, HAWAII – Private tent in the jungle

NEW ZEALAND – My bungalow

DOMINICAN REPUBLIC – Shared mixed room

ST. LUCIA ISLAND – private studio with kitchinette

NEW ZEALAND – Private cottage

NEW ZEALAND – Ocean view private bedroom

BRAZIL – shared girls bedroom
Partiamo subito col dire che in questo metodo di viaggio non c’è scambio di denaro; non dovrete pagare per essere ospitati e non verrete pagati per le mansioni che dovrete svolgere. Non è necessario quindi possedere un visto particolare, è sufficiente quello turistico.
Per spiegare bene a tutti come fare questa fantastica esperienza ho scritto un manuale, dove spiego passo per passo le procedure.
Lo trovate a questo link: Vagabondingirl, The Book
Di seguito troverete un assaggio delle mie esperienze.
Brasile _ Stato di Espirito Santo _ Setibao
Eco Camping e Ristorante, 10 volontari, durante la settimana abbiamo costruito coi pallet e pitturato panche e tavolini, nel week end io ero al bancone bar-pasticceria del ristorante.

Caraibi _ Isola di St Lucia _ View Fort
Bed & Breakfast, unica volontaria, ho aggiornato con foto il loro sito web, sincronizzato un data base di più di 1000 contatti telefonici ed e-mail su pc e tel cellulare (aiutooo) fortunatamente poi mi rilassavo portando al mare i 4 cani … a volte cucinavo (strettamente vegan food)

Hawaii _ Maui _ Haiku
Piantagione e chiosco frutta in un punto panoramico, 8 volontari, ci alternavamo al chiosco a fare frullati di frutta, crepes, spremere canne da zucchero per fare Sugar Cane Juice (non sapevo nemmeno esistesse) e vendere tutte cose naturali buonissime, oppure in cucina a preparare le torte alla banana e ananas (raccolte nella farm), gli impasti per crepes, essiccare le banane… ah dimenticavo siete capaci di aprire le noci di cocco con la mannaia!??!
Australia _ Queensland _ Whitsundays
Catamarano a vela, 2 volontarie ed il capitano, il mio compito era quello di aprire un blog, la pagina facebook ed altri social network, fare video e foto da mettere on line per condividere le nostre avventure, l’altra ragazza (con cui sono diventata super amica, Fedra) aveva il compito di cucinare e pulire. Tutte e due dovevamo inoltre fare le marinaie durante le traversate.

Nuova Zelanda _ Auckaland
Casa privata, unica volontaria, ho fatto giardinaggio e piantato ortaggi vari… non so se poi sia effettivamente cresciuto qualcosa, ma so come si dice cariola in inglese! wheelbarrow 😛

Nuova Zelanda _ North Island _ Ahipara
Casa privata con piscina, unica volontaria, ho aiutato la proprietaria (e suo genero) a costruire un pollaio e portavo i cani al mare a passeggiare.

Ed ecco qui la mia intervista in cui racconto le mie esperienze di viaggio/lavoro in giro per il mondo ed il video sulle avventure in catamarano in Australia.
Ero un po’ tesa.. eh.. ma Licia mi ha messo a mio agio 🙂
Stefi
A breve l’articolo con il riassunto delle varie esperienze di scambio/lavoro… Che trovate anche nella categoria Volunteering.

AGGIORNAMENTO:
L’articolo qui sotto l’avevo scritto in agosto sul volo che dalle Hawaii mi stava portando in Australia, ora che sono a casa tranquilla ho fatto bene tutti i conti, aggiungendo anche il viaggio di dicembre a Capoverde. E considerate che vivo a Cagliari, quindi sono inclusi i voli Cagliari Milano … che diciamolo, mi son costati più di alcuni voli internazionali!!
6.256€ TOTAL PER 8 MESI/8 MONTHS AROUND THE WORLD
Ed ecco la suddivisione:
4.776€ 14 VOLI/14 FLIGHTS
1.478€ CIBO ED EXTRA PER 8 MESI/MEALS & EXTRA FOR 8 MONTHS
Quindi 782€ al mese, se fossi rimasta a casa ne avrei spesi molti di più!
Ovviamente girando solo il Sud America o l’Asia avrei speso ancora meno… ma visto che lavoravo in cambio alloggio (e a volte vitto) utilizzando questo fantastico canale workaway.info, mi sono voluta concedere anche Caraibi, Hawaii ed Australia… che da raggiungere non sono proprio tra le mete più economiche.
Se volete altre info o suggerimenti non esitate a contattarmi!
Stefi ⭐
ps: Lo spirito di adattamento è comunque una delle mie caratteristiche.

August 2016
Ho appena fatto i conti di quanto ho speso fino ad ora in quasi 5 mesi di viaggio. Dato che non ho segreti condivido i conti con voi tanto per darvi un’idea di quanto possa costare un viaggio di questo tipo. Come potete vedere mi sono spostata molto e la spesa più sostanziale è quella dei voli, che erano quasi tutti tra i 350-450€/$, so che il biglietto “giro del mondo” costa sui 2/3 mila euro, ma ha molte restrizioni tipo bisogna andare sempre nello stesso senso (est od ovest) e bisogna fissare già le date delle varie tratte al momento della prenotazione e dato che io voglio essere libera di cambiare idea, preferisco prenotare mese per mese.
Vi ricordo che lavoro in cambio di alloggio, a volte anche vitto quindi le altre spese riguardano il cibo quando non incluso, qualche notte in ostello tra un lavoro e l’altro e alcune spese personali.
—————
I just checked out how much I spent so far, in almost 5 months travelling.
Since I have no secrets, I share with you my bills, just to give you an idea of the costs of a trip like this.
Well, as you can see I traveled a lot and the flights were all around 350-450$/€. I know the round-the-world ticket is about 2/3.000 € but has got many restrictions, you have to go just in one direction (east or west) and you need to fix your travel dates when you book, since I wanna be completely free to change my mind, I book month by month.
I remind you I work in change of accommodation and sometimes meals, so I just spent money for food when not included, some nights in hostels between one job and another, and personal items like toiletries.
Transportation:
✈ Milan-Amsterdam-Sao Paulo
🚌 more than 10 in Brazil
✈ Joao Pessoa-Sao Paulo-Newark-St Lucia
🚢 St Lucia-Martinique
✈ Martinique-Dominican Republic
✈ Dominican Republic-San Diego
✈ Los Angels-Maui
✈ Maui-Honolulu-Sydney-Mackay
🚌 Mackay-Airlie beach
11 flights, 12 bus, 1 ferry boat = tot 3300€
Food & Extras = 1000€
Tot 4300€ ↔ 860€ per month, less than staying home 😉 (860 euro al mese… meno che quello che spendo a stare a casa)

Dopo aver veleggiato tra le incantevoli isole che formano l’artcpelago delle Whitsundays, esplorato le lagune di Whitehaven col kayak, nuotato con le tartarughe ad Hook Island e con gli squali sulla barriera corallina abbiamo virato verso Sud. Alle Percy Islands, ci siamo fermati in una bellissima baia dove c’è una specie di baracca in cui da tantissimi anni ogni barca che passa lascia un ricordo: una boa, un salvagente, una bandierina, una tavola di legno con inciso il proprio nome. Inoltre cosa sconvolgente per me, c’è una stanzetta con dei barattoli di miele in vendita ed una scatola (aperta) in cui depositare i soldi in caso d’acquisto (ho guardato e c’erano circa 30 dollari) …. eh lo so, che anche alle Hawaii o nel resto dell’Australia s’incontrano per strada banchetti incustoditi che vendono frutta e verdura… ma per lo meno nelle vicinanze c’è l’abitazione dei proprietari, qui invece l’isola è disabitata ed il venditore del miele chissà ogni quanto passa a ritirare i soldi… dai noi si sarebbero portati via anche la capanna! Insomma, che dire… sono stata non solo in un altro emisfero, ma direi in un altro mondo!
Il resoconto di quasi tre mesi in mare è ottimo, non potevo capitare meglio. Di solito in barca si fa fatica ad andare d’accordo ed invece miracolosamente 3 sconosciuti si sono trovati in perfetta sintonia, pur dovendo passare 24 ore su 24, 7 giorni su 7 insieme in uno spazio estremamente limitato, spesso senza vedere anima viva per 2 o 3 settimane di fila. Fortunatamente sia io, che Fedra, che Peter siamo persone di mentalità aperta, facilmente adattabili e, particolare molto importante, con gusti musicali simili. Non avrei potuto reggere 3 mesi con gente che ascolta musica commerciale! 🙂 La nostra colonna sonora è stata prevalentemente a base beat/soul, come The Animals, The Who, Mamas & the Papas, The Supremes, Rodriguez, e i miei amati Monkees!!
Sono veramente orgogliosa di aver superato quest’ulteriore prova e contentissima di aver fatto un’esperienza unica ed indimenticabile, porterò a casa un ricordo dal valore inestimabile ❤
E se volete anche voi vivere un’avventura ineguagliabile e far parte dell’equipaggio del catamarano Long Reef, contattate il capitano Peter sulla pagina Sailing Into Freedom
Stefi

After sailing between the Whitsundays Islands, kayaking in the Whitehaven lagoon, swimming with turtles in Hook Island and with sharks between corals on the Great Barrier Reef we headed South.
At the stunning Percy Islands, we anchored in a wonderful bay and visited a kind of shed where since the 70’s all the sailors leave a boe, a flag or a piece of wood as name tag… There’s also a room with lots of honey jars on sale and an open box where you can drop the money in case of buying, (I checked, there were about 30 dollars) I know, I know, that you can find those type of unattended fruit stands all over Hawaii and Australia as well, but at least the farmers live nearby, this island is unhabited and I cannot imagine how often the honey’s owner swing by to collect his money… I am such surprised beacuse in Italy it would’t last one day, for sure disappear money, honey, table and probalby also the shed.. ah ah. I am not only in another emisphere, but literally in another world!
The report of almost 3 months on a sailing boat is very good. I couldn’t desire more. I know is not easy to get along well on a boat, ’cause you have to spend 24 hours, 7 days on 7, together in a very small space, sometimes without meeting other people for 2 or 3 weeks…. so we did it great!! 3 strangers in perfect sinthony! Fedra and Peter as myself, are open-minded persons and very flexibles… and last but not least we have the same musical taste, I couldn’t stand 3 months listening to commercial music!! The Animals, The Who, Mamas & the Papas, Rodriguez, The Supremes and my lovley Monkees has been our beat and soul soundtrack.
I am very proud of my self and very happy to have done this fantastic and unique experience, I will bring back home an unforgettable and great value’s memory. ❤
And if you also want to live a peerless adventure and join the Long Reef Catamaran crew, please contact Captain Peter on Sailing Into Freedom Page
Stefi


After latest happening I need to share all the wonderful couchsurging experiences I made and the positive people met during my path.
For those who doesn’t know Couchsurfing, is a web site where people give and receive short term accommodation in change of… Nothing!
Strange but true, people share interests, tips and knowledge in travel or just information about their home town, helping travelers to better enjoy their stay and giving a personal vision of the sites visited. Each person has got a very detailed profile, with pictures, hobbies, life style, visited countries and each time you host or are hosted receive a review. You can search for hosts in the place you intend to visit or simply upload your travel itinerary with dates and short presentation and you’ll receive hospitality offers. It’s easier to do it rather then explain it..
To better understand I will tell you my personal experiences:
– Brasile – Salvador de Bahia, Rafael. I stayed couple of nights. Have been to a soul concert and the day after on the famous Barra beach. While he was working I visit the historical town and for dinner cooked an italian pasta he promptly add with salads.. I’m still shocked!! LOL
– Martinique – Fort de France, Anaïs, Gabriel & roommates. Just one night, we went for a drink in a wonderful club on the shore and discovered the French community living in Caribbean islands.
– California – San Diego, Randy. I stayed 5 days because I couldn’t resist to sailboat fascinating experience and tasty cooking ability of this gentle Canadian man. We have been chilling around San Diego and La Jolla. I hope one day I’ll show him beautiful Sardinia’s coastline.
– Hawaii – Honolulu, Jon. I just had one afternoon and night. After a long walk on Waikiki’s beach, I tasted a glass of ref Californian wine, admiring the city skyline from the terrace of the 32st floor apartment of this gentle Texan guy, who ate almost 200 gr spaghetti made with my tuna fish and olive sauce. I appreciated he like it. A special thanks for being a real old style gentleman and drop me to the airport at 6am. Thanks Jon!
Well, have I been particularly lucky or is the world full of all wonderful and gentle persons. Give me your opinion,if you ever experienced couchsurfing.
Even if they will never read this, I wanna thanks the following persons who I only ask some info, and seeing me in troubles (for some bad adventures, credit card fraud, broken phone) they offer me their help:
– Flora & Co. Lagoon Hostel in Cabarete Rep. Dominicana hosting me after a difficult moment
– Jonathan and another girl in Martinique who gave me a ride seeing my heavy backpack
– Guatemalan woman in Los Angeles helping me to reach the airport by bus avoiding many subways changing and paying me bus ticket since I had no exact change
– gentle Hawaiian woman borrowing me her phone and escorting me till Jon’s house in Honolulu
– Honolulu airport check in employee, who used her personal credit card since they didn’t accepted cash for luggage payment (of course I gave her a tip)
– steward on 10 hours Sydney’s flight from which I am writing, where food and v
Beverage are just on purchase only with credit card. He brought me a staff lynch, water, cake and hot tea. So lovely!
I was thinking that for all my life I did volunteering for poor people canteen or dog kennels, or simply trying to help others, being always gentle and available. And probably now all this “good actions” are coming back.. ’cause I am meeting so many wonderful and awesome individuals who enchanted me and give me joy.
A warm thanks from the deep of my heard!
Stefi ⭐
——
Dopo gli ultimi accadimenti non posso non condividere tutte le esperienze positive fatte col couchurfing e le belle persone incontrate durante il mio cammino.
Per chi non lo sapesse il Couchsurfing, che tradotto letteralmente significa “surfare i divani” é una piattaforma di scambio ospitalità per brevi periodi in cambio di … nulla!! Le persone che offrono un posto letto vogliono solamente condividere esperienze di viaggio, chiacchiere e mostrare al meglio la loro città ai viaggiatori. Ognuno ha un profilo con una dettagliatissima descrizione di se stessi, dei paesi visitati, delle proprie passioni e visioni della vita, si può sia ospitare che essere ospitati, si possono caricare foto e si ricevono recensioni ogni volta terminato il soggiorno. Non c’è scopo di lucro. Il sito è di facile comprensione, si possano cercare, selezionare e contattare Host nel luogo in cui volete recarvi oppure pubblicare un itinerario di viaggio corredato di date e breve presentazione, che verrà ricevuto e visionato dai residenti del posto indicato e quindi in caso di interesse e disponibilità riceverete gli inviti… É più semplice farlo che spiegarlo a parole 😉
Ma ora per farvi capire meglio vi racconto le mie fantastiche esperienze:
– Brasile – Salvador de Bahia, Rafael mi ha ospitata 2 notti. Siamo stati ad un concerto soul ed il giorno dopo in spiaggia nella famosa Barra. Mentre lui lavorava io ho fatto un giro nel centro storico, e per cena gli ho preparato una pasta italiana che lui ha mischiato con l’insalata.. Sono ancora sotto shock!! Tante risate 😊
– Martinique – Fort de France, Anaïs, Gabriel e coinquilini. Ero di passaggio e mi son fermata solo una notte, la sera siamo usciti tutti insieme a bere un drink in un bellissimo locale sul mare… Tante chiacchiere e la scoperta della grande comunità francese che vive ai Caraibi.
– California – San Diego, Randy. Qui mi son fermata ben 5 giorni perché non ho potuto resistere al soggiorno in barca a vela e alla cucina di quest uomo canadese, gentile come mai. Abbiamo fatto i turisti girovagando per San Diego e La Jolla. Un giorno spero di contraccambiare navigando per le coste della Sardegna.
– Hawaii – Honolulu, Jon. Anche qui purtroppo ero di passaggio e ho avuto solo un pomeriggio ed una sera. Dopo una bella passeggiata sulla spiaggia di Waikiki, ho degustato un vino rosso californiano ammirando lo skyline cittadino dal terrazzo al 31° piano dell’appartamento di questo cortese ragazzone texano, che ha spazzolato un paio d’etti di spaghetti col tonno ed olive.. Il mio piatto forte dagli ingredienti velocemente recuperabili in qualsiasi market. Una nota di riguardo per avermi accompagnata all’aeroporto alle 6 del mattino. Galanteria d’altri tempi.
Quindi, non so se sono stata particolarmente fortunata io o se il mondo è pieno di persone positive e disposte ad aiutare solo per il piacere di dare… Datemi un vostro riscontro se avete sperimentato anche voi il couchsurfing.
Anche se non lo leggeranno mai, voglio citare e ringraziare le seguenti persone a cui avevo semplicemente chiesto informazioni, che vedendomi in difficoltà a seguito disavventure e di alcuni contrattempi (Carta di credito clonata e telefono cellulare che non funziona più) mi hanno offerto il loro aiuto:
– Flora & Co. del Laguna Hostel a Cabarete Rep. Dominicana che mi hanno offerto ospitalità in un momento difficile
– Jonathan e altra ragazza della Martinica che mi han dato un passaggio in auto notando il mio zaino pesante
– la signora del Guatemala che a Los Angeles mi ha aiutata a raggiungere l’aeroporto in autobus evitandomi mille cambi di metro e pagandomi il biglietto col suo abbonamento perché serviva il cambio esatto in monetine.. Ed io avevo una banconota da 20 dollari
– signora hawaiana che mi ha prestato il suo telefono e scortata fino all’appartamento di Jon ad Honolulu
– l’impiegata del check in all’aeroporto di Honolulu, che visto che non accettavano contanti per pagare il bagaglio, ha usato la sua carta di credito personale (ovviamente le ho dato il cash ed una piccola mancia per la gentilezza)
– steward sul volo di 10 ore per Sydney da cui sto scrivendo. Cibo e bevande sono a pagamento, ed anche qui accettano solo carte di credito. Mi ha portato un vassoio col pranzo dello staff, acqua ed una tazza di te caldo. Un tesoro!
Riflessione: Per quasi tutta la vita ho fatto volontariato, alle mense per i poveri e nei canili, o semplicemente dandomi da fare per aiutare il prossimo a prescindere dalle istituzioni.. un esempio stupido: Al termine di alcune riunioni in ufficio a Milano avanzavano panini, anziché gettare tutto in un cestino in pochi secondi ed andare diretta a casa mi allungavo in stazione centrale e li distribuivo ai mendicanti.
Forse ora questo “bene” mi sta tornando indietro, perché ultimamente mi stanno capitando tante cose belle, che mi lasciano incantata e colma di gioia.
Grazie a tutti di cuore!!
Stefi