Lavorare su una Charter Boat

In molti mi stanno invidiando perché pubblico immagini da cartolina… ma ora vi racconto nel dettaglio come si svolge il mio attuale lavoro.

Prima dell’arrivo dei clienti, insieme al capitano ho buttato giù un menù giornaliero, secondo le esigenze e/o intolleranze degli ospiti, ma devo essere pronta a variarlo a seconda di ciò si trova al supermercato in fase di approvvigionamento… tenendo conto che siamo ai Caraibi. 

Infatti, come prevedevo, il 24 dicembre l’unico supermercato aperto a St George è stato preso d’assalto. Le verdure e la frutta scarseggiano, il pollo e le uova sono terminate!! Aiuto, tra colazione all’americana e torte varie avevo calcolato di acquistarne un centinaio. Chiedo al tassista se conosce qualche posto segreto, riesco a trovarnene una dozzina – meglio che nulla. Il giorno di Natale ci meritiamo una pausa-spiaggia-ristorantino, in previsione della pulizia barca e preparazione cabine del 26 e 27. Ecco, sembra semplice e veloce pulire uno spazio ridotto, ma è proprio il contrario, si fa una fatica tremenda a lavare il bagnetto ed i pavimenti, non ci si riesce a muovere, per fare i letti poi, c’è una tecnica speciale dato che non ci si può girare intorno, bisogna salirci sopra e sistemare le lenzuola gattonando a ritroso… Una sudata bestiale dato che tutto questo lavoro è svolto ad una temperatura esterna di circa 30 gradi!

Il 28 dicembre arrivano gli ospiti, una famiglia di kite surfers, mamma, papà, e figli di 8, 11 e 13. 

Mi sveglio alle sette per gli ultimi ritocchi e per la preparazione del pranzo, poi sparecchio, sistemo la cucina e mentre Gerard, il capitano, sbriga le pratiche portuali ci prepariamo a lasciare la Marina di Port Louis. Procediamo con le manovre di attracco alla banchina in cui facciamo gasolio (sistemo, lancio, fisso le cime… Ed ora tutto al contrario mollo, ritiro, e avvolgo le cime, ritiro i fender). Ci fermiamo in una baia poco distante, in cui dopo aver gettato l’ancora, mentre i clienti fanno un paio tuffi, io mi rimetto ai fornelli per la cena: rotolo di pollo farcito con feta e pomodorini secchi avvolto nella pancetta (una robina leggera… La ricetta non è mia!), Casseruola di squash yellow (una specie di zucchina locale) al forno con gratin di formaggio, Insalata mista, e per dessert Panna cotta con frutta della passione (non so cosa sia successo ma non si è rappresa, l’abbiamo praticamente bevuta… Vabbè nessuno si è lamentato.. scctt)

Di nuovo sparecchio, lavo i piatti, pulisco la cucina e siamo pronti per salpare perché ci attende una traversata notturna di circa dieci ore, per raggiungere l’isola di Union, nelle Grenadine. I turni al timone sono di due ore, inizia il capitano, io faccio dalle 22 alle 24 e dalle 02 alle 04. Nelle due ore di riposo non riesco ad addormentarmi, ma mentre sono di guardia non ho per niente sonno, ci sono 25 nodi con raffiche a 27, l’andatura è di bolina stretta, tra gli schizzi delle onde e la pioggerella mi becco degli schiaffazzi in faccia che mi tengono sveglia. Sono super concentrata perché so che ad un certo punto devo evitare di finire sopra un relitto sommerso, la rotta impostata automaticamente a volte cambia con le raffiche e le onde. Se sto scrivendo vuol dire che non ci siamo schiantati! 😉

Alle 6 del mattino giungiamo a destinazione, e vai  di nuovo con le manovre di ancoraggio, dopo le quali forse riesco a fare un altro pisolino.

Ore 8, mi alzo per preparare la colazione. Sorpresa, sorpresa uno dei bambini ha vomitato sul letto, sulla parete in vinile e sul pavimento che essendo fatto a pannelli ha delle insenature… vi lascio immaginare dove è finito il pollo della sera prima. Ahh che bel risveglio. Mi tappo il naso ed inizio a pulire. Poi preparo la colazione con una certa nausea. 

Ore 10, dopo aver riposto tazze e robe varie, la famiglia va a fare kite, ed io che dite, mi riposo? Noo, è già ora di tagliare le verdure per il pranzo…

Eccetera, eccetera – Ripetere per 10 gg. 

Oggi è il secondo giorno, sto scrivendo dal letto della mia cabina, sono solo le 20.22 ma sono stravolta, fortunatamente cenano presto così posso abbandonarmi ad una lunga dormita.

P.S. Il panorama intorno alla barca ovviamente è stupendo. Tra un fornello e l’altro riesco a fare sia foto che tuffi!!

Zenith Ocean Voyages

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2 thoughts on “Lavorare su una Charter Boat

  1. Brava Stefi…tutto sommato non tanto diverso da gestire una famiglia con 3 figli e 1 cane😝 cucinare 1000 volte al giorno, pulire …ti svegliano di notte ….davvero uguale, soltanto l’ambiente cambia😎 1 bacio!!!

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