In partenza per Viti Levu – Fiji

Sabato pomeriggio, siamo rientrati da un giro di commissioni, spesa lavanderia, etc… fa caldissimo. Mi sdraio in cabina a pensare a dove andare quando lascerò la barca. Bussa Daniela, una ragazza di Francoforte che ha finito il suo periodo a bordo e a breve deve partire per Bangkok, mi propone di andare con lei su un’altra isola per sfruttare al meglio i suoi ultimi giorni alle Fiji. Diamo un’occhiata ai voli per spostarci sull’isola principale, Viti Levu. Caspita c’è una super offerta! Non stiamo a pensarci troppo e prenotiamo all’istante. Il volo però parte lunedì mattina presto, dal nord dell’isola in cui siamo, chissà come faremo a raggiungere l’aeroporto, visto che la barca è ancorata nella baia all’estremo sud.

Domenica. Zaino fatto alla velocità della luce, annunciamo al gruppo la nostra imminente partenza, ci rimangono un po’ male, ma comprendono e ci augurano buona fortuna. A me piace un sacco l’adrenalina che dà la partenza improvvisa. 

Al terminal degli autobus di Savu Savu diluvia, essendo giorno di festa è semi deserto, ma la fortuna sta dalla nostra parte perché l’unico bus presente va proprio a Labasa. 

Sballottate su e giù per le montagne interne per circa due ore, arriviamo in una cittadina fantasma. 

L’affittacamere che avevamo trovato in internet non esiste, o meglio, alla porta con grata a mó di prigione non risponde nessuno, ma  dato che l’aspetto non è molto invitante non insistiamo. Incuriositi da due ragazze (grazie per la ragazza) con in spalla due enormi zaini, i passanti ci offrono aiuto e ci indicano un hotel carino ed economico, tale Riverview. La camera è modesta, ma la vista sul fiume molto carina, e la zona ci appare tranquilla. 

Ci rifocilliamo in uno dei due ristoranti aperti la domenica, la scelta è tra Chicken House e The Lunch Box. Visto che non mangio carne, la mia scelta si riduce ad un solo ristorante, ed il menù offre comunque pollo o pizza al pollo. Che fantasia! Ordino l’unica cosa vegetariana: la pizza all’ananas. Eh lo so, sono cose difficili da accettare per noi italiani, mi spiace dirlo… ma non era affatto male!

La sveglia è puntata alle 6:00, quindi a nanna presto. Chiudiamo gli occhi verso le 22:00… Ma dopo un’oretta veniamo svegliate da fragorose risate ed una musica assordante. Noooo, una festicciola proprio nella casetta affianco alla nostra camera. Che sfiga!

Quindi, dopo bus – taxi – hotel – taxi – aereo – taxi – bus,  siamo finalmente giunte sull’isola di Viti Levu.

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