Mariner’s cave

Terzo giorno, sinceramente devo guardare il calendario per vedere che giorno è… 30 ottobre, lunedì.

Stamattina son stata svegliata da rumori vari sopra la mia testa, ho riconosciuto le corse dei bimbi… Poi ho realizzato di avere la cabina proprio sotto la cucina, in cui il capitano di buon’ora si era messo a sfornare pane e focacce. Mi alzo quando sento suonare una campanella che annuncia il rancio, no scusate, la colazione. Oggi ottima focaccia calda accompagnata da .. diciamo un insalata di pomodori, peperoni, cetriolo conditi, anzi sconditi con aneto fresco. Faccio il bis perché il programma prevede un’uscita in gommone per  fare snorkeling. Piove, il cielo è grigio e poco invitante. Inoltre scopro che l’unico essere vivente con cui ho fatto amicizia, ovvero il gatto, sta per essere adottato da una famiglia residente sull’isola di Vava’u, in vista della loro futura traversata artica.

Una volta in mare il mio umore migliora nettamente, il panorama è spettacolare, anche se il tempo fa schifo. 

Apro parentesi, l’arcipelago di Tonga è formato da circa 170 isole, e quella in cui siamo ora è a forma di ferro di cavallo, quindi ha una baia molto protetta, ideale per fermarsi con le barche, circondata da centinaia di piccoli atolli verdi disabitati perché quasi totalmente rocciosi con scogliere a picco sul mare, la fitta vegetazione ricopre la parte alta, grige rocce frastagliate s’infrangono nelle acque cristalline, la parte immersa viene erosa dalla mareggiate e dona loro quella tipica forma a fungo.

Siccome pioveva non ho fatto nemmeno una foto, perché quel “possessivo” di mio figlio Riccardo non mi ha voluto prestare la sua fotocamera subacque, ma Tim ha fatto dei video, che spero di riuscire a caricare.

Ci siamo immersi in free diving (senza bombole) in una grotta con accesso sotterraneo (orgogliosa di essere stata l’unica donna del gruppo a farlo) bisognava scendere per un paio di metri e poi nuotare in orizzontale per altri otto prima di poter emergere, l’unica mia paura era di non vedere l’uscita verso l’aria dato che non era illuminata dalla luce del sole, stupita dalle mie prestazioni respiratorie, di solito molto scarse, me la sono cavata egregiamente, l’aria nella grotta era umida ed ogni tanto il vapore era talmente fitto da non riuscire a vedere le pareti.

Poi un po’ di snorkeling sulla barriera corallina, con esemplari blue e viola, tanti pesciolini ed il solito squalo che io non vedo, ma forse meglio così. Anche l’anno scorso in Australia la mia amica Fedra mi avrà chiesto agitata almeno dieci volte “Hai visto lo squalo?” Ed io chissà da che parte guardavo.

Con il gommone, sulla via del ritorno, siamo entrati in un paio di grotte con l’apertura sia verso il mare che verso il cielo, dove tantissimi uccelli e pipistrelli fanno il nido. 

Rientrata in barca, con una nuova arrivata, mi metto ai fornelli per preparare una ratatouille, per una degna conclusione di giornata. 

Rettifico, l’ho lasciata un attimo da sola e ha aggiunto ceci, olive e aceto balsamico… Ma nooooo!

Comunque, non fraintendetemi, scrivo articoli ironici, ma condivido appieno lo spirito ecologista ed il progetto di salvaguardia ambientale che andremo ad intraprendere.

🌎🏞️🌍🏝️🌏

Nota: le foto le ho scaricate da internet.

Ecco il link al video di Tim Charody

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=10159595695480716&id=748590715

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