Trekking in the Rain Forest

DSC03403

È una domenica di giugno, al Kai Papai ci alziamo con calma e dopo una ricca colazione a base di frutta tropicale decidiamo di andare a fare una bella camminata nella foresta pluviale.

Prepariamo gli zaini con qualche vivero e molta acqua, aggiungiamo costume da bagno e asciugamano perchè il nostro obiettivo è quello di raggiungere la cascata di En Beas Saut.

Dopo una mezzora di strada panoramica che si addentra nella foresta, parcheggiamo l auto e cominciamo a risalire la montagna, camminando tra la vegetazione lussureggiante ed avvolgente… qua e la si apre una finestra tra le piante per lasciare spazio ad una vista sulla vallata infinita, su distese di colture di un tubero chiamato taro dalle enormi foglie verdi, ed ogni tanto le cime dei Pitons fanno capolino tra le alte piante di cocco e di bambu.

Giunti in cima siamo pronti a discendere l altro versante, una lunga scalinata fatta di gradini ricavati con tavole di legno ci portera giu al torrente. La spettacolare scalinata ricoperta di muschio verde e foglie dai mille colori e forme, si inerpica tra le altissime piante ricoperte a loro volta di muschio e da decine di altre specie di piante che crescono sfacciatamente sul loro tronco, gli alberi si intrecciano in abbracci armonici ma a volte inquietanti, alcuni rami strozzano letteralmente altri alberi fino a farmi morire, le liane penzolano dall alto, creando dei giochi di luci ed ombre.

Il canto degli ucelli, che a noi cittadini sembra il suono di un cellulare o di un fax, ci accompagna durante tutto l’affascinante percorso. Ed eccoci alla cascata, il meritato tuffo ristoratore e la jacuzzi naturale ci ripagano dello sforzo.. anzi no, lo sforzo sarà risalire; ma appagati da una vista spettacolare, la fatica non si sente. Durante il cammino ci divertiamo a fotografare i meraviogliosi fiori e frutti ed a raccogliere i semi colorati, soprattutto quelli rossi e neri che sembrano una grossa coccinella, provengono da una pianta leguminosa tipica delle regioni tropicali che si chiama jequirity, sono usati per fare gioelli, ma attenzione perchè se indossati a lungo contatto con la pelle sono tossici e se ingeriti possono essere fatali dato che contengono del veleno.

Sulla via del ritorno incontriamo un rasta che gentilmente ci offre qualche mango che ha appena raccolto, ci fermiamo a degustarli e scambiamo qualche chiacchiera, ci racconta di aver perso il suo negozio durante l’uragano del 2010 ed ora lavora nella foresta, poi ci indica una scorciatoia per ritornare alla macchina, lo seguiamo lungo un ripido e microscopico sentiero completamente ricoperto dalla vegetazione, sta per fare buio e questa volta la colonna sonora è differente, un coro di ranocchie (Eleutherodactylus Johnstonei) ci scorta nella giungla, ora cliccate qui, chiudete gli occhi ed immaginate di far parte anche voi della foresta pluviale. Buon relax!

Stefi ⭐

Nota: temperatura 33/35 gradi, alto tasso d’umidità; i pantaloni lunghi per proteggersi da formiche e zanzare.

***********************************************************

It’s a june sunday morning, we wake up slowly at Kai Papai, after an healty and rich breakfast we decide to to take a ride into the rain forest.

Let’s prepare the backpack with food ad beverage but don’t forget the swimmwear because our goal is to reach the En Beas Saut Waterfall.

After about half an hour on a stunning view road, we park the car and start walking in the lush vegetation, who hugs us all around, opening sometimes a window to the infinity valley landscape, or on big green leaves of dasheen crops, and on Pitons peaks that peeps up between high palms and bambu trees.

As we reached the top we had to go down on the other side of the hill, a long stairway made of wooden steps will bring us down to the creek.

The spectacular staircase covered with green moss and leaves of many colors and shapes, winds through the towering trees covered with moss as well and dozens of other species of plants that grow shamelessly on their body, some trees are woven into harmonic hugs but sometimes worrying, few branches literally strangle other trees until they die, lianas dangling from above create light and shadow games.

The birds singing (to us citizens seems the sound of a phone or a fax) accompanies us throughout the fascinating journey. And here we are at the waterfall, the deserved refreshing jump and natural jacuzzi repay us the effort… oh well no, the effort has yet to come on the way back; but rewarded with a spectacular view, we don’t feel it!

While walking we enjoy shooting wonderful flowers and fruits, and collecting strange and colored seeds, our favorite are the black and red, similar to a ladybug, coming from jequirity, a slender, perennial climber that twines around trees, shrubs, and hedges. It is a legume with long, pinnate-leafleted leaves. Its seeds are much valued in native jewelry for their bright coloration. But pay attention, on long sking contact can be toxic and if chewed they could be fatal because of the poison contained.

On the way back we meet a rasta who kindly offers us some mango he has just collected, while tasting them we chat a little bit, he tells us he lost his store and all of its contents during the 2010 hurricane and now he work in the forest, then he shows us a shortcut to return to the car, we follow him down a steep and really small path completely covered by grass, since it’s almost dark the soundtrack now is different, a frogs chorus (Eleutherodactylus Johnstonei) lead us in the jungle, click here, close your eyes and try to imagine to be part of the rain forest. Relax yourself!

Stefi ⭐

PS: 33/35 degrees C. High humidity, long pants to protect yourself from ants and mosquitos.

DSC03406DSC03418

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

w

Connecting to %s