Imbarcata “alla pari” alle Grenadine

Vi riassumo i miei 2 mesi e mezzo alle Grenadine.
A fine dicembre dopo mille peripezie ed un lungo viaggio sono giunta sull’isola di St Vincent, dove ho passato 10 giorni di quarantena in un alloggio approvato dal governo prima di potermi imbarcare su bellissimo catamarano di 60 piedi, come equipaggio alla pari. Gli accordi erano: cucinare tre pasti al giorno, occuparmi della cambusa, fare un minimo di pulizie in cambio di vitto ed alloggio.

The Catamaran

La mia intenzione, o meglio desiderio, era quello di navigare, ma ahimè tra protocolli anti covid e problematiche varie legate alla manutenzione della barca siamo stati praticamente sempre fermi. Il capitano continuava a rimandare la partenza per Antigua, fino a quando ho capito che non ci saremmo mai andati. Si ipotizzava un viaggio verso gli Stati Uniti, ma io non ero interessata a quella destinazione, inoltre noi europei non possiamo entrare via mare con l’ESTSA (il visto che so ottiene on line e che dura 2 anni), ma occorre ottenere un visto particolare rilasciato dall’ambasciat a Americana, la più vicina è a Barbados ma in questo momento è chiusa.
Abbiamo passato il primo mese a Bequia, nella baia di fronte a Princess Margaret Beach, il secondo invece (febbraio) a Frigate, nell’isola di Union Island, e ad oggi 7 marzo sono ancora lì e ci staranno almeno un altro mese se non di più.

Frigate Bay
Le mie giornate iniziavano alle 6.45 quando mi svegliavo per preparare la colazione, ovvero uova, bacon, salsiccette, toast, caffè, a volte pancakes, a volte porridge. A seguire ripulivo tutta la cucina e davo una spazzata nel salone. Alle 10.30 preparavo uno snack per skipper e capitano intenti a riparare qualcosa… Anche sulle barche più nuove c’è sempre qualcosa da sistemare.
In un attimo era ora di preparare il pranzo, ho fatto pasta al forno, pizze, focacce, pane, torte…

Nel pomeriggio finalmente c’era tempo per un bagnetto, un tuffo, due pagaiate con il Sup. Un paio di volte a settimana bisognava fare provviste, i negozi qui scarseggiano, o meglio, la scelta è veramente limitata. Per quanto possa sembrare assurdo, si fatica a trovare frutta e verdura, e quando la si trova i prezzi sono altissimi. L’ananas 12 euro, 4 pomodori 10 euro, per non parlare di zucchine e carote! Alcuni esempi 1 baguette 5 euro, 1 pacco di pasta da 300 grammi 3 euro, da noi si trova a 70 centesimi al chilo.

Verso le 17.30 era già tempo di rimettermi ai fornelli, perché il capitano, americano, vuole cenare verso le 18.30/19.
Questo si è ripetuto per più di due mesi, senza giorni liberi, colpa mia che son stata zitta e non li ho chiesti. Ok, qualche volta siamo usciti a pranzo o a cena, ma la colazione non l’ho mai saltata. La barca è sempre stata in rada all’ancora, mai ormeggiati in Marina, anche perché su queste isole non esistono porticcioli turistici, solo l’ultima settimana mentre il capitano faceva kite ho avuto la possibilità di farmi una passeggiata, di staccare un po’ e di essere indipendente.


Avrei voluto tanto fare kite anch’io, difatti mi ero portata il mio trapezio, ma inspiegabilmente il francese che ha l’attività a Frigate mi ha tenuta in stand by per circa 10 giorni, rimandando puntualmente la mia lezione per un motivo o per un altro, cosa che ha creato in me una profonda frustrazione e nervosismo.
Tutto il contesto era bellissimo, non fraintendermi, ma troppo ripetitivo e riduttivo in quando questi luoghi li avevo già visitati a lungo tre anni fa, quando ho lavorato come cuoca su un altro catamarano. Quindi ho deciso di cambiare rotta, di non tollerare un qualcosa che non mi faceva stare bene.
Dopo aver parlato al capitano e spiegato gentilmente le mie motivazioni ho cercato un’alternativa, che poteva anche essere quella di rientrare in Italia, ma mi spiaceva aver investito tempo e danaro per non aver navigato quanto desiderassi.
Magicamente si è aperta un’altra porta e dopo aver riorganizzato la trasferta, ovvero prenotato, test PCR, volo, hotel e transfer, ed avuto l’esito negativo del tampone, sono sbarcata dal catamarano per intraprendere una nuova avventura.Ho preso un traghetto da Union Island per raggiungere l’isola principale, St Vincent in cui ho dovuto pernottare due notti, dato che l’ultimo ferryboat parte di venerdì ed il volo per Antigua c’è solo alla domenica.
Durante lo scalo alle Barbados mi hanno rifatto il tampone, anche se ero solo in transito per tre ore. La destinazione finale richiedeva un tampone fatto 7 giorni prima, ma qui lo volevano fatto al massimo nei 3 giorni precedenti, questa cosa non era specificata sul sito del governo o della compagnia aerea, fortunatamente non sono stata bloccata e mi hanno comunque fatto imbarcare. La cosa assurda è che l’esito si avrà dopo 48/72 ore… Che senso ha farlo ai passeggeri in transito?
Curiosità: le infermiere in aeroporto non parlavano inglese perché erano cubane, chiamate a lavorare a Barbados per l’emergenza Covid, sono state super gentili e contentissime di poter parlare spagnolo con me.

Sono arrivata sulla nuova barca alle 21 circa, ho trovato ad attendermi un ragazzo che mi ha dato le prime info basilari e mi ha fatto trovare la spesa in cambusa, mi toccherà passare 14 giorni in quarantena, ma la location non è affatto male, sono ormeggiata nella baia di Falmouth. Dopo una bella dormita ho iniziato ad ambientarmi, sarò a bordo di questo Benetau di 52 piedi da sola per circa un mese e quando arriverà il capitano la prepareremo per la traversata atlantica verso l’Italia.
Ma i racconti dettagliati… Alla prossima puntata! 😉

Morale :
Non bisogna arrendersi davanti alle delusioni, ma andare avanti.
Ne dovrò affrontare sicuramente molte altre, ma l’adrenalina della novità mi dà la forza. E gli ostacoli che incontro, li salto!

4 thoughts on “Imbarcata “alla pari” alle Grenadine

  1. Ma che bello! Traversata atlantica? Incredibile Stefy! Son felice per te! Dajeeee!🤩🤩👏🏼👍🏼

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  2. Brava che bella la tua storia da seguire, anche io sono TL in attesa di ripartire ma se hai una famiglia queste avventure sono impensabili, comunque ti ammiro! Buon lavoro questa esperienza sarà importante

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    1. Grazie Elisabetta, mio figlio ormai ha 26 anni, anzi settimana prossima e ne compie 27. Single, senza genitori, son piuttosto libera per ora. Anche se ogni tanto mi piace tornare a casa e godermi il divano, cani, gatti e il mio bimbo 😍

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